Alcune tartarughe marine nate all’Elba raggiungono l’acqua
Alcune tartarughe marine nate all’Elba raggiungono l’acqua

Firenze, 18 giugno 2020 - Anche quest’anno all’isola d’Elba Legambiente è impegnata a proteggere le tartarughe marine. Isa Tonso, responsabile per Legambiente Arcipelago toscano del progetto per la protezione delle tartarughe marine, ci spiega come è organizzato il progetto.

Anche quest’anno siete impegnati nella ricerca dei nidi di tartarughe Caretta caretta da proteggere. Come siete organizzati?

l monitoraggio delle principali spiagge sabbiose dell’Elba è iniziato quest’anno il 7 giugno e proseguirà fino al 15 agosto. L’attività consiste in una salutare passeggiata all’alba prima delle ruspe e dei rastrelli dei bagnini, alla ricerca delle caratteristiche tracce che lasciano le tartarughe marine sulla sabbia della spiaggia che risalgono per nidificare.

Quando è iniziato il vostro progetto?

Nell’estate 2017, con la nidificazione della tartaruga Federica nella spiaggia di Marina di Campo, a cui seguì nel 2018 il nido della tartaruga Genova a Straccoligno. Dato che gli esperti dicono che le tartarughe tendono a deporre le uova sempre nella stessa spiaggia ogni due o tre anni, quest’anno aspettiamo con ansia il ritorno di Federica e di Genova. L’anno scorso all’Elba non ci sono state nidificazioni.

Quali sono le spiagge dell’Elba interessate?

arina di Campo, Cavoli, Seccheto, Fetovaia, La Biodola, Lido di Capoliveri, Straccoligno e Lacona.

Avete lanciato un appello anche a residenti e turisti per chiedere aiuto. Chi vuole collaborare che cosa deve fare? ll monitoraggio è aperto a tutti, residenti, lavoratori stagionali e turisti, non ci sono limiti di età; naturalmente i bambini vanno accompagnati da un genitore. E’ un’attività quasi sempre individuale, che impegna non più di un ‘ora al giorno, per una o più volte la settimana. Chi è interessato può scrivere a legambientearcipelago@gmail.com o telefonare al numero 340.7113722.

Quando trovate i nidi come li proteggete?

Dopo aver chiamato la Capitaneria di Porto, si protegge il nido con una recinzione e dei cartelli che indicano la presenza delle uova di tartaruga. Al quarantesimo giorno dalla deposizione comincia la sorveglianza da parte dei nostri volontari 24 ore su 24. Tra i 40 e 50 giorni dalla deposizione dovrebbe avvenire la schiusa. Al quarantesimo giorno si apre il lato del recinto e si crea un corridoio per l’uscita a mare delle tartarughine. Dal momento della schiusa ogni attività che riguarda i piccoli di tartaruga è gestita dall’Osservatorio Toscano per la biodiversità, in collaborazione con ARPAT, istituto Zooprofilattico di Pisa, Università di Siena e Associazione Tartamare.