Accorpamenti scolastici, il governo frena sui tagli: in Toscana quattro su quindici

La scelta ora alla Regione. Il criterio potrebbe essere quello del minor numero di iscritti. La perdita dell’autonomia per gli istituti a partire dal prossimo anno, salvi gli altri undici a rischio

Una delle tante proteste contro gli accorpamenti scolastici

Una delle tante proteste contro gli accorpamenti scolastici

Firenze, 3 gennaio 2024 – La frenata nella quale si sperava c’è stata. Per il prossimo anno scolastico, la Toscana potrà limitarsi ad accorpare quattro istituti scolastici, invece dei quindici inizialmente previsti. Questo grazie al decreto Milleproroghe del governo, che concede una piccola deroga sul versante del dimensionamento degli istituti scolastici. Dal prossimo settembre, dunque, l’ipotesi è che perdano l’autonomia i comprensivi I Martiri di Sant’Anna di Stazzema (Lucca), Bonomi di Fosdinovo (Massa), Puccini di Pescaglia (Lucca) e l’istituto superiore Giovagnoli di Sansepolcro, nell’aretino.

Questa la scelta che potrebbe fare la Regione Toscana per le prime quattro scuole da accorpare sulla base del criterio numerico, partendo dunque da quelle con il numero di studenti più basso. Si salvano, almeno per il prossimo anno, scuole come il comprensivo di Bagni di Lucca, il Tifoni di Pontremoli, il Folgore da San Gimignano. Si tratta però solo di rimandare quello che poi accadrà nel prossimo futuro. Salvo infatti ulteriori deroghe o ripensamenti, la Toscana in tre anni vedrà comunque 24 istituti perdere la loro autonomia. La Regione Toscana insieme alle Regioni Puglia ed Emilia Romagna aveva presentato ricorso alla Corte costituzionale contro questa decisione del governo. Ma la Consulta li aveva rigettati "ritenendo che, pur realizzandosi una interferenza con la competenza regionale concorrente nella materia della istruzione, siano prevalenti le competenze statali riguardanti l’ordinamento e l’organizzazione amministrativa dello Stato".

“Si tratta di una decisione che non abbiamo condiviso fin dal primo istante, opponendoci in tutti i modi e sperando di non essere chiamati ad applicarla", aveva tuonato l’assessore regionale Alessandra Nardini nelle settimane scorse, da sempre in campo per difendere le scuole radicate nel territorio.

Protagonista della lunga battaglia contro il dimensionamento l’Flc-Cgil, che ora considera "questo piccolo stop governativo una piccola ma importante vittoria". "Noi continueremo comunque a bloccare questo scempio - non usa mezzi termini Emanuele Rossi, segretario fiorentino dell’Flc-Cgil -. La scuola ha bisogno di investimenti e non certo di tagli". Nell’area fiorentina, per ora si salva il comprensivo Gonnelli di Gambassi Terme. A Siena, invece, il San Bernardino. Mentre a Carrara il liceo scientifico Marconi.

“Il mondo della scuola ha alzato la voce contro questa assurda decisione ed un piccolo risultato è arrivato - dicono dalla Cgil -. Ora che hanno protestato contro questa decisione insensata anche le regioni di centrodestra, ecco che col Milleproroghe il governo ha introdotto una deroga. In sostanza, potranno mantenere l’autonomia il 2,5% in più degli istituti rispetto al numero totale dei dirigenti, che il prossimo anno in Toscana saranno 455".

In soldoni, si tratta di undici istituti che per il prossimo anno scolastico si salveranno dagli accorpamenti. Da parte sua, la Regione Toscana ha voluto fin da subito introdurre dei criteri a salvaguardia del tessuto scolastico regionale, con specifica attenzione per le aree più periferiche, altrimenti destinate ancor più allo spopolamento in assenza di servizi scolastici. "Con queste misure confermiamo l’attenzione concreta alle esigenze delle scuole e dei territori, nel rispetto degli adempimenti previsti dal Pnrr", dice da parte sua il Ministro Valditara.