"La ricerca sia il motore della pace". Mattarella e l’università del futuro. E Bernini: più alloggi per gli studenti

L’ampia visita del presidente nel capoluogo toscano: dalla Specola all’apertura dell’anno accademico. E l’appello: "Non dissipare energie nel cercare di distruggersi, l’umanità ha sfide necessariamente comuni".

"La ricerca sia il motore della pace". Mattarella e l’università del futuro. E Bernini: più alloggi per gli studenti

"La ricerca sia il motore della pace". Mattarella e l’università del futuro. E Bernini: più alloggi per gli studenti

"Nello spazio si svolgono attività culturali, di ricerca scientifica, di consegna all’umanità di strumenti sempre maggiori di conoscenza. E se c’è un messaggio importante ora è quello di far sì che lo spazio rimanga un ambito collaborativo di conoscenza scientifica al servizio dell’umanità, preservando una visione collaborativa, di fronte ai tentativi di farne" il luogo "di speculazioni commerciali, se non addirittura, come qualche cenno fa temere, di competizione militare".

Il capo dello Stato Sergio Mattarella miscela il progresso e l’importanza della conoscenza con la necessità di agire, guardando al domani, sempre e comunque nel solco della pace tra gli individui e il teatro del Maggio di Firenze – ieri gremito e agghindato a festa per il centenario dell’ateneo del capoluogo festeggiato in concomitanza con l’inaugazione del nuovo anno accademico – si spella le mani in un applauso spontaneo, vivo e composto insieme, denso di commozione.

Le parole del presidente della Repubblica, ieri a Firenze per una serie di tappe istituzionali – dall’intitolazione del parco di San Donato, nella zona nord della città, a Piero Luigi Vigna, l’ex procuratore nazionale antimafia scomparso nel 2012, alla visita al museo della Specola, fino alla partecipazione alla cerimonia che ha sancito la nascita Fondazione intitolata a Piero Bargellini, il sindaco che inzuppò i calzoni nel fango nell’alluvione del 1966 – colgono nel segno e spingono il governatore Eugenio Giani a parlare di "momento solenne per la città". Quella città che ha ospitato gli studi di Piero Calamandrei e Giorgio La Pira, dei quali sempre Mattarella evoca il "grande rigore costituzionale del primo" e "la visione non illusoria o sognatrice ma coraggiosa e profetica del mondo del secondo".

Ma la mattinata nel teatro simbolo della città è servita anche a ripassare l’evidenziatore sulla criticità più evidente del mondo universitario del capoluogo, la crescente e sempre più diffusa difficoltà di molti ragazzi a sostenere le spese per mantenere gli studi in riva d’Arno, un fenomeno fisiologicamente legato a doppio filo all’inarrestabile processo di ’turisticizzazione’ di Firenze con il conseguente mercato degli immobili drogato non più solo nel centro storico ma anche in quelle periferie un tempo ritenute abbordabili. La questione è stata sottolineata dalla stessa rettrice dell’Ateneo Alessandra Petrucci che ha spiegato come l’università stia continuando a "lavorare insieme agli enti che hanno la competenza diretta sulla materia" e come da parte dell’ateneo ci sia "attenzione, sostegno e supporto" arrivando quindi ad auspicare che "si possano sbloccare presto molte situazioni per dare possibilità in più agli studenti che vogliono e devono stare a Firenze".

Un concetto, questo, rafforzato da Carlo Spadoni, rappresentante degli studenti nel Senato accademico dell’Ateneo fiorentino. Ecco le sue parole: "Oggi è presente nella comunità studentesca una fascia di reddito grigia, non coperta dai benefici del diritto allo studio, e che non si può permettere di vivere nella città in cui ha scelto di studiare, trovandosi così impossibilitata a frequentare le lezioni". A tal proposito il ministro dell’Università e ricerca Anna Maria Bernini, presente in platea ha promesso un intervento concreto del governo in questa direzione: "Entro il 2026 dobbiamo realizzare 66mila posti letto e ci stiamo lavorando. – le sue parole – Cambiare metodo realizzativo è essenziale e dobbiamo mettere insieme diversi finanziamenti: quelli del Pnrr e la norma 338, con il coinvolgimento tutto il governo. Individuerò una figura di coordinamento che lavorerà all’interno del ministero. Il presidente Mattarella ci ha sfidato e spronato spesso su questo tema e noi ce la stiamo mettendo tutta".