di Matteo Marzotti Non si sblocca la situazione in casa Arezzo e il rischio è quello che si arrivi ad un vero e proprio muro contro muro che può produrre come unica soluzione in primis lo stop della trattativa e a seguire diversi interrogativi sul futuro del Cavallino. Le parti in causa, da La Cava a Pieroni passando per Stanzione, almeno fino a domani difficilmente avranno novità di una tale portata da far capire come potrà evolvere la situazione. Di certo c’è che venerdì prossimo l’Arezzo dovrà presentare i famosi indici di patrimonialità e indebitamento, dimostrando di avere a disposizione almeno 500mila euro per...

di Matteo Marzotti

Non si sblocca la situazione in casa Arezzo e il rischio è quello che si arrivi ad un vero e proprio muro contro muro che può produrre come unica soluzione in primis lo stop della trattativa e a seguire diversi interrogativi sul futuro del Cavallino. Le parti in causa, da La Cava a Pieroni passando per Stanzione, almeno fino a domani difficilmente avranno novità di una tale portata da far capire come potrà evolvere la situazione. Di certo c’è che venerdì prossimo l’Arezzo dovrà presentare i famosi indici di patrimonialità e indebitamento, dimostrando di avere a disposizione almeno 500mila euro per proseguire l’attività ottemperando a scadenze come contributi e stipendi, le ultime quattro mensilità di chi ha ingaggi sopra i 50mila euro l’anno e che non ha diritto alla cassa integrazione.

Il presidente La Cava pur senza rilasciare dichiarazioni ufficiali, ha ammesso che la prossima settimana sarà determinante e che si sta lavorando per trovare una soluzione che garantisca continuità al calcio aretino. Presidente che in una nota di venerdì ha inoltre aggiunto che il debito del club è inferiore a 1 milione e ottocentomila euro.

Sono passati tre giorni dalla richiesta di Stanzione di avere lumi sull’accordo per la riduzione degli ingaggi. L’ultimo tassello da sistemare per arrivare alla fumata bianca. Senza. salta tutto. Dopo tre giorni tutto tace. Pieroni aveva dichiarato di aver raggiunto un accordo con giocatori e staff per tre mensilità su quattro. L’accordo però non è ancora nero su bianco.

Dall’altra parte, in primis La Cava e il gruppo Stanzione, c’è l’obiettivo di arrivare a due mensilità su quattro, sulla stessa linea di altri club di serie C. E’ chiaro che dopo tre giorni se la trattativa è ancora in fase di stallo significa che l’accordo non è stato raggiunto e che i giocatori devono avere qualche perplessità. L’avvocato di La Cava insieme al presidente sta lavorando per arrivare ad un’intesa senza la quale la trattativa con Stanzione può interrompersi. Anche Orgoglio Amaranto ha sottolineato l’importanza del ruolo dei giocatori. Il comitato ha chiesto ‘un gesto di responsabilità’ per non andare verso il baratro.

Un appello rilanciato anche da Giovanni Grazzini, uno degli esperti che conosce bene la situazione del Cavallino. "Una cosa dico ai giocatori: abbiate lungimiranza, certe volte si chiude una porta e si apre un portone. Non crediate a chi vi dice che deve morire Sansone con tutti i Filistei per maturare una vendetta - ha scritto Grazzini sui social - Ricordiamoci di Pavanel, di quando non aveva neanche il detersivo per lavare le maglie e si frugava in tasca per andare in trasferta con la propria auto. Porgete una mano alla città e dimostrate affezione alla maglia amaranto che non vi ha fatto mancare nulla fino alla pandemia. Chi è prossimo alla pensione non ha prospettive professionali ma gli altri pensino alla carriera non alla fideiussione".

Intanto è bene ricordare che Pieroni - nonostante le voci provenienti da Ancona su un suo ritorno in riva all’Adriatico - a breve, o comunque nelle prossime ore, sembra pronto a fare la sua mossa presentando i due imprenditori non aretini a La Cava.