Rafforzati ancora i controlli sulle autocertificazioni delle forze dell’ordine
Rafforzati ancora i controlli sulle autocertificazioni delle forze dell’ordine

Arezzo, 26 marzo 2020 - Chiude il paese perché la Regione o chi per lei non lo chiuda di più, anzi peggio. Lo chiude con un’ordinanza concordata con Firenze ma anche con la Provincia e con la Prefettura. Badia tenta il tutto per tutto. «Solo noi conosciamo la stranezza di questo territorio, cosa si debba fare per non lasciare zone prigioniere e altre senza beni essenziali» spiega il sindaco Alberto Santucci.

Domani esce dalla quarantena ma la sua giornata cambierà poco. E prova a blindate il paese come certe realtà critiche del nord. La sintesi? Divieto di uscire dal territorio comunale. E’ già previsto nel decreto ma qui viene ulteriormente rafforzato: chiunque fosse di categorie legittimate dovrà chiedere il permesso al Comune ed essere specificatamente autorizzato con decreto sindacale.

Ma l’altro aspetto fa più scalpore: «E’ fatto obbligo a tutti i residenti nel capoluogo di non recarsi nelle altre frazioni comunali fino al 16 aprile». Da Badia a Pratieghi non ci puoi andare e così per i tasselli di un comune sfaccettato come un mosaico. Le eccezioni sono sanitarie più quelle da valutare caso per caso. Non vale per Ca’ Raffaello, l’enclave che da sola non avrebbe nè alimentari nè farmacia.

E fissa divieti di entrata ma non di uscita: Ponte Presale, da cui il contagio sarebbe partito, è nel comune di Sestino. E a Sestino, se gli impedisci di andare a Badia sia pur al contagocce, finirebbero per andare, col rischio di estendere il contagio. E non a caso la delibera è stata rivista insieme a Sestino e Sansepolcro. Ieri sono stati eseguiti altri 41 tamponi. Il grosso di nuovo nel parcheggio del palasport, gli altri nella Rsa.

Oggi l’esito: per ora un solo degente è positivo, cercasi la prima buona notizia dell’anno bisestile. Un’ansia condivisa con Bucine. Oggi il sindaco Nicola Benini non avrà bisogno della sveglia. E’ il giorno nel quale verrà fuori l’esito dei nuovi tamponi eseguiti sul personale e sugli altri anziani. La Usl ieri ha accelerato le operazioni. E ha assunto il controllo del piano «zero». C’è già un medico fisso, tutti i giorni terrà gli ospiti sotto controllo. Ieri i tamponi sugli ospiti del piano 1, oggi su quelli del 2 e sugli operatori già in isolamento a casa

. Prevista anche la consegna straordinaria di mascherine. Fino al termine dell’emergenza, inoltre, il piano terra diventa un modulo di cure intermedie preso in carico direttamente dall’azienda sanitaria. Da oggi pomeriggio, quindi, la Sud Est si occuperà della gestione dell’assistenza infermieristica e di supporto al piano zero.

Ma la Usl mette anche i puntini sulle «i». «Si ricorda che la RSA è una struttura a titolarità comunale e al Comune è attribuita per legge la vigilanza del rispetto di tutti i requisiti strutturali ed organizzativi del servizio residenziale, inclusa la richiesta, a chi gestisce, di reperire ulteriore personale e fornire adeguati dispositivi di protezione». Dunque la Asl prende il controllo del piano contagiato come aveva richiesto il sindaco.

Anche per allentare la pressione sui dipendenti della cooperativa, rimasti pochi e costretti a turni pesanti: c’è chi esce la mattina dal lavoro e rientra nel pomeriggio. Ora la prova del fuoco per tutti: se il contagio fosse passato ai piani superiori, tutto diventerebbe più difficile.

Intanto il comune di Castelfranco sarà presente con il sindaco Vasco Cacioli alla sepoltura di Renzo, vittima del virus nella Rsa: 78 anni, originario di un delle frazioni, qui non ha parenti. Ne ha qualcuno nel senese ma non può spostarsi per dirgli addio. Il sindaco ci sarà anche a nome loro. Per spezzare la solitudine di chi muore in un letto di una Rsa, tradito dalla memoria e da un virus invisibile.