Sanità, sale l’allarme investimenti. L’Asl: già firmati tutti i contratti

Case e ospedali di comunità, centrali operative. Frenata risorse da Roma, garanzie dalla Regione: il quadro .

Sanità, sale l’allarme investimenti. L’Asl: già firmati tutti i contratti
Sanità, sale l’allarme investimenti. L’Asl: già firmati tutti i contratti

Le nubi potrebbero offuscare l’orizzonte. E calare anche sulla sanità aretina targata Pnrr, in particolare sulle opere già programmate tra case di comunità, centrali operative territoriali e ospedali di comunità. Che significa la fetta più grande della sanità territoriale, quella dei servizi di prossimità, dai medici di famiglia alla rete specialistica per l’assistenza ai malati cronici.

Il punto riguarda Roma ma a cascata potrebbe avere effetti su ogni regione e dunque, anche nell’area vasta della Asl sud est e in ciascuna delle tre province che la compongono. Il governo ha chiesto la revisione di parte dei progetti finanziati da Bruxelles, ricevendo il disco verde dalla commissione europea.

Si tratta, è la linea di Palazzo Chigi, di rimodulare progetti e risorse per ottimizzare opere, priorità e tempistica. Nella provincia aretina sono sei le case di comunità programmate alle quali si aggiungono il centro hub di via Guadagnoli e quello di via Baldaccio in città, mentre gli ospedali di comunità previsti dalla road map Pnrr sono tre, come pure le centrali operative territoriali e tra queste, la struttura al Pionta che sarà inaugurata in primavera.

Esiste un rischio stop lavori alla luce della nuova linea tracciata dal governo? L’interrogativo è rimbalzato, forte e chiaro, al Forum Risk Management e indirizzato direttamente al "comandante in campo", ovvero Alessio Nardini, direttore generale dell’Unità di missione del Pnrr.

Tutti gli interventi programmati saranno mantenuti e rifinanziati anche con altre tipologie di investimento, è stata la risposta. Sarà sufficiente? D’altro canto, il governatore Eugenio Giani ha assicurato che la Regione farà la sua parte anche nell’eventualità peggiore - ovvero quella di un taglio alle risorse -, finanziando di tasca propria le opere già avviate.

Di certo, c’è il piano messo a punto dalla Asl: "Siamo in regola con tutti gli interventi nel rispetto dei traguardi fissati per case di comunità, centrali operative territoriali e ospedali di comunità" spiega Antonella Valeri al timone della direzione amministrativa della Asl.

È lei che sovrintende e fa marciare la complessa macchina delle opere pubbliche sanitarie.

"Il 30 settembre abbiamo firmato tutti i contratti con le ditte aggiudicatarie individuate da Invitalia. Ora, trattandosi di appalto integrato, le ditte in base alla tipologia di intervento, hanno 2-3 mesi di tempo per elaborare il progetto esecutivo. Subito dopo, validiamo i progetti e apriamo i cantieri".

La timeline è Pasqua, anche se già da gennaio alcuni lavori potrebbero partire secondo un andamento progressivo. Così come progressiva sarà la chiusura dei cantieri per case e ospedali di comunità, ma tutto dovrà essere completato entro il 2026. Tempi più brevi, invece, per il varo delle centrali operative territoriali che vanno collaudate entro marzo 2024.

"Siamo allineati anche sui 14 milioni di euro per le attrezzature necessarie alle case e agli ospedali di comunità. Sono già state tutte ordinate, comprese quelle più complesse: si tratta di due acceleratori lineari per l’ospedale di Arezzo e uno per quello di Grosseto. Le operazioni di istallazione saranno concluse dentro dicembre 2024".

Infine, ci sono i finanziamenti alla voce "ospedale sicuro", ovvero tutta la parte degli interventi che riguardano la messa a norma sismica degli edifici. Per il volano di Arezzo si tratta di venti milioni e per l’ospedale di Arezzo il budget è di 8,5 milioni.