Test
Test

Arezzo, 27 novembre 2020 - Arezzo, come l’Emilia Romagna, il Veneto, le Marche, la Lombardi, in particolare i Comuni del lodigiano, dà il via allo screening diffuso e lo attiva per tutti i bambini e le bambine da 3 a 14 anni. Si tratta di una campagna senza precedenti sostenuta economicamente dal Comune di Arezzo e rivolta, per ora, ai solo bambini, ma all'interno di un progetto più ampio che vede il Comune di Arezzo disponibile ad avviare un’azione di prevenzione e approfondimento epidemiologico rivolto a tutti i 100mila aretini.

Dal 30 novembre, dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 19, il personale di Croce Rossa effettuerà il test in base a precise prenotazioni che i genitori potranno fare digitando su https://www.comune.arezzo.it/notizie/test-sierologici-fascia-deta-3-14-anni-come-prenotare o cliccando il quadro di riferimento in evidenza nell’homepage del sito del Comune di Arezzo. Ogni giorno si potranno effettuare circa 400 test. I protagonisti di questa “fase uno” oltre al Comune di Arezzo e Croce Rossa Italiana sezione di Arezzo, che processerà i test, sono: la Toscana ASL Sud Est che sostiene operativamente l’iniziativa e che ha messo a disposizione dei riferimenti in caso di risultato positivo del sierologico, il Provveditorato agli studi, l’Associazione dei Nasi Rossi, i medici del sorriso che siamo abituati a incontrare nel reparto di pediatria del San Donato, e la ditta Lascaux che ha messo a disposizione gratuitamente il portale per la prenotazione delle famiglie. Il test, ovviamente, è su base volontaria.

Si tratta di un test assolutamente non invasivo che si svolgerà in pochissimi minuti attraverso un semplice “pungidito”. Successivamente i genitori riceveranno via mail l’esito. Se il test sarà negativo, non ci saranno altri passaggi da fare; se invece risulterà positivo, oltre alla famiglia, verrà avvisato il pediatra di riferimento che potrà attivare la procedura di verifica attraverso il test molecolare che è l’unico al momento che può acclarare in via definitiva la positività al Covid 19. Il test sierologico serve a rilevare se la persona testata è entrata in contatto con il virus e ciò ha due scopi fondamentali: segnalare, appunto, l’avvenuto contatto e quindi il potenziale rischio di essere positivi asintomatici, cosa che verrà acclarata solo dal tampone nasofaringeo, ma anche valutare l’andamento della pandemia nel campione testato al fine di avere informazioni utili anche dal punto di vista epidemiologico.

Spiegano il sindaco Alessandro Ghinelli e il vicesindaco e assessore alla sanità e scuola Lucia Tanti: “in una fase come quella che stiamo attraversando e così come molte regioni stanno facendo proprio in queste settimane, con particolare attenzione nei confronti della popolazione scolastica - anche nel solco della circolare n. 8722 del Ministero della Salute che ha fornito gli indirizzi operativi per l’esecuzione dei test sierologici con l’adesione della Federazione italiana dei medici di medicina generale e dell’Associazione nazionale presidi - il Comune di Arezzo ha deciso di essere tra quelle istituzioni che si mettono in prima linea per dare risposte concrete. E lo abbiamo fatto con risorse nostre. Condividiamo infatti l’appello, accolto in maniera trasversale da Regioni anche di segno politicamente diverso, di fare tutto il possibile per dare avvio ad azioni utili a prevenire e studiare il fenomeno.

Ovviamente il test è volontario, ci auguriamo tuttavia che vi sia una massiccia adesione, perché questo è un progetto che vede insieme molte istituzioni e che trova applicazione in tutte quelle realtà che, non a parole ma nei fatti, hanno dichiarato guerra al Covid. Se infatti è vero che solo il test molecolare può dare la definitiva ‘patente’ di positività, è altrettanto vero che da più parti, non potendo far processare test molecolari diffusi pena il rallentamento della macchina sanitaria incessantemente in moto per dare risposte ai sintomatici e ai positivi, si è deciso che era tempo di attivare azioni di analisi e contrasto alla diffusione del virus e questa città, come Regione Emilia Romagna che dal 19 ottobre ha dato il via ai test sierologici gratuiti per gli studenti, ha inteso scegliere questa tipologia di azione che è molto affidabile nel circoscrivere i negativi e facilita, proprio per la totale assenza di invasività, l’adesione dei bambini a iniziative di screening diffuso.

Non nascondiamo che nelle nostre intenzioni vi è la volontà, come detto, di lanciare una campagna di screening per tutti gli aretini anche alla luce della bozza di protocollo che è stato predisposto dall’ordine degli odontoiatri e di cui parleremo con il direttore generale di ASL Sud Est. Resta sullo sfondo una grande attenzione verso la linea del presidente della Regione Veneto Luca Zaia e del test fai da te”. Il fondatore di Lascaux, Giuseppe Bistoni, aggiunge: “oggi la trasformazione digitale deve rappresentare un valido aiuto per la vita di ogni giorno e per il proprio lavoro.

AskMe Desk, la piattaforma operativa di Workflow e Service Management messa a disposizione di Lascaux, ha proprio questo obiettivo: semplificare i processi per una maggiore efficienza aziendale e quindi facilitare il loro utilizzo da parte dei cittadini. Le caratteristiche di questa piattaforma sono la prenotazione online e l’accesso semplificato. Lascaux ha concesso liberamente la licenza per l’utilizzo del servizio proprio per supportare gli enti pubblici e la cittadinanza. Crediamo in un nuovo umanesimo digitale, inteso come un piano di valori in cui la tecnologia riconosce e sostiene le specificità dell’uomo e delle sue organizzazioni, promuovendo la costruzione di una società più giusta e più accessibile”.