Lega, Andreani se ne va: "Non è più la mia casa". E accusa anche la giunta. Un partito nella bufera

Il consigliere a tutto campo: "Non sono uno schiaccia-bottoni". Critiche ai vertici: "Non mi sono sentito un partito alle spalle". Dal caso Polcri allo strappo di Cortona. Il saluto del segretario.

Lega, Andreani se ne va: "Non è più la mia casa". E accusa anche la giunta. Un partito nella bufera

Lega, Andreani se ne va: "Non è più la mia casa". E accusa anche la giunta. Un partito nella bufera

La prima tessera nel 1992, l’ultima è rimasta in bianco. Lontani i tempi del Senatur, quando Umberto Bossi "battezzò" la Lega Nord sulle acque del Po e in città nasceva la "creatura" aretina. Oggi non hanno più uno dei loro in Provincia, non hanno nè rappresentanti nè pace a Cortona e rischiano di perderla anche in Comune; perderla insieme al pioniere del partito, quell’Egiziano Andreani che da sempre aveva vincolato il suo nome a quello della Lega, quando per il Po da qui partivano davvero in pochi. Ora ci vanno in pullman ma lui ha deciso di scendere, lasciando critiche al veleno, dubbi e interrogativi nelle mani di una dirigenza locale che dalla sua elezione continua a perdere pezzi.

Andreani chiude la porta su 32 anni di militanza e una sfilza di sedute in aula "ne ho saltata solo una e per motivi di salute", si affretta a precisare nel giorno in cui l’addio al partito e il passaggio al gruppo misto aprono un’altra crepa, politica, nel partito. Perchè al netto della decisione del consigliere, l’uscita dal partito segnala un altro inciampo nella marcia del Carroccio (riflesso di un cammino complicato a livello nazionale).

Basta mettere in fila gli eventi per avere l’istantanea: il caso Polcri in Provincia è costato alla Lega la rappresentanza consiliare e le frizioni coi partiti della coalizione. Lo strappo di Cortona: con l’uscita di tre eletti il partito non ha più un gruppo consiliare sacrificato sull’altare dell’unità del centrodestra. Ora il "caso" Andreani. E se il suo trasloco al gruppo misto non impatterà direttamente - almeno per il momento - sugli equilibri numerici della maggioranza, tuttavia non sarà indolore. Fino a dicembre Andreani è stato responsabile enti locali e presidente della commissione bilancio, ruoli di peso (oggi lasciati) nell’organigramma della Lega, eppure nella conferenza stampa mette in fila le criticità: "Non ho rinnovato la tessera, ora annuncio le dimissioni dal gruppo Lega Salvini Premier per dare vita al Gruppo misto. Ho sempre espresso la mia preferenza politica per un partito che si chiamava Lega Nord ma al di la delle scelte nazionali è il livello locale che mi ha più deluso".

Andreani spiega di essersi "sentito senza il partito alle spalle", per lui che pure "nell’unica riunione di maggioranza che risale al 2022" aveva ribadito di "non essere uno schiaccia-bottoni". Altro motivo che si innesta tra le pieghe della maggioranza è la nascita di un gruppo misto nel quale, in futuro, potrebbero confluire altri malpancisti che allignano nei partiti del centrodestra. I rumors convergono sul disagio di due consiglieri leghisti. Andreani vuole tenersi le mani libere e "analizzare ogni singolo atto su cui esprimere il mio voto". Un’opzione che nell’immediato rischia di far ballare il numero legale, come del resto le ultime sedute hanno dimostrato. L’addio alla Lega incassa il commento lapidario del capogruppo Federico Rossi che prende atto e ringrazia Andreani.

Va oltre i formalismi il leader provinciale Gianfranco Vecchi: "Andreani ha detto di non riconoscersi più nella dirigenza nazionale del partito e ha scelto di lasciare. È una persona che conosco da anni e che stimo. Non posso che ringraziarlo per l’impegno portato avanti fino a oggi".