
I ladri si sono messi all’opera nel fine settimana, ma prima di poter portare via qualcosa sono scappati facendo perdere le loro tracce
Nuovo assalto al mondo dei preziosi. Fortunatamente questa volta si è trattato di un tentativo non andato a buon fine. Nel mirino dei ladri ancora una volta la Taitù, storica azienda di via Ramelli, che ha aperto i battenti 30 anni fa, e che produce gioielli in argento. Il colpo, probabilmente tentato nel fine settimana approfittando della chiusura della ditta, era stato organizzato nei minimi dettagli. I ladri hanno divelto la recinzione di un’azienda confinante, da dove hanno preso un ponteggio con il quale hanno tentato l’assalto alla ditta di preziosi. A lanciare l’allarme ieri mattina i titolari, che, di fronte all’ennesimo incubo, hanno chiamato le forze dell’ordine. Non si sa cosa abbia fatto sfumare il colpo. Le telecamere di videosorveglianza hanno immortalato un continuo e strano via vai in zona, ma nello stabile non è stato rilevato nessun segno di effrazione. Non è la prima volta che ladri tentano il colpo nell’azienda. L’ultima lo scorso aprile, in quel caso la banda aveva usato una scala per entrare dal tetto. All’arrivo dei dipendenti la merce pronta per una spedizione era sparita e i segni di effrazione erano evidenti. Anche in quel caso il colpo era stato ben organizzato, da veri professionisti.
I malviventi avevano raggiunto il tetto dell’immobile con una scala, poi avevano spostato alcuni pannelli in lamiera e si erano aperti un varco. Sapevano che quei pannelli spostati sul tetto comunicavano con il locale delle spedizioni e lì hanno concentrato la fase due del colpo. Dopo aver rimosso i pannelli dal tetto, i ladri non si sono calati all’interno, evidentemente per non rischiare di perdere tempo, ma hanno lavorato utilizzando una sorta di arpione, un’asta uncinata e della lunghezza giusta con la quale sono riusciti a "pescare" le borse con all’interno i preziosi in argento. Poi le hanno prese e hanno ripercorso lo stesso percorso dell’andata: hanno camminato sul tetto e sono scivolati giù per la parete che all’arrivo hanno scalato come "uomini ragno". In tutta la zona industriale la preoccupazione torna a salire. Ieri sul posto è intervenuta la Polizia di Stato che sta portando avanti le indagini.
Gaia Papi