LUCIA BIGOZZI
Cronaca

Fiera Antiquaria, tanti visitatori ma troppi ladri. Quinto colpo in 5 mesi tra i banchi

Stavolta nel mirino un espositore russo in via Guido Monaco: in fuga con le vetrine di gioielli. Nuovo blitz tentato in via Cavour, molti rinunciano a denunciare. Trentamila presenti all’edizione di febbraio

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Arezzo, 5 febbraio 2024 – “Sono quei furti che ti svuotano due giorni di lavoro". Con la flemma ma pure la saggezza dei russi l’ennesima vittima della Fiera prova a fare di necessità virtù. Un antiquario storico, nel cuore di via Guido Monaco, vive a Pistoia ed è uno dei protagonisti dell’evento da oltre trent’anni.

"Hanno rubato al russo" dicono i colleghi sconsolati in un tam tam tra i banchi, usando uno di quei soprannomi che in Toscana non mancano mai. Una ferita in un’edizione con i fiocchi, perché non è stata da record, ma forse una delle migliori di sempre per il mese di febbraio, a metà strada tra la sbornia di Natale e la marcia verso Pasqua. Con un totale di presenze vicine alle trentamila. Il boom di sabato ha caratterizzato la partenza sprint della manifestazione e la domenica mattina sembrava segnalare una brusca frenata, ma poi la netta risalita ha registrato un muro di folla sul percorso. Intorno alle 17 difficile passare agevolmente nei punti caldi, dal Corso, dove in tanti scelgono di camminare dietro agli stand per evitare di mettersi in coda, alla stessa Guido Monaco, dalle Logge a via Seteria, dove i banchi non ci sono ma le file non mancano mai. Peccato che proprio alle 17 ai margini dell’Antiquaria in tanti avessero cominciato a fare le valigie.

Un’idea buona e giusta quando c’è la pioggia battente o il freddo della Siberia, uno scivolone se intorno sale la folla e il tempo è da mezza primavera. Il gelo, invece, resta appiccicato alla pelle degli espositori derubati. "Stavo ricaricando la merce in macchina perché non mi fido a lasciarla di notte sul banco, mi hanno aperto lo sportello laterale e via". In fuga con vetrine di gioielli e bigiotteria di qualità: nessuno fa il conto del bottino ma vista la qualità, ci vuole poco ad arrivare a migliaia di euro.

In contemporanea in via Cavour c’è chi ha provato un’altra volta ad alzare le coperture per mettere a segno l’ennesimo colpo: bloccato per fortuna da una delle titolari, pronta a sventare il blitz che per lei non sarebbe stato il primo. E gli antiquari, che di questo parlano poco e a mezza bocca perfino quando sono le vittime, assicurano che i colpi sono continui, quasi sempre non denunciati. L’asticella della sicurezza va alzata: la Fondazione nel tempo lo ha fatto ma alla luce degli ultimi raid, non basta.

L’Antiquaria di febbraio inverte la rotta di gennaio e riprendere la crescita. Fa eccezione Sant’Agostino, solo 8 banchi sui 28 disponibili, nella location per gli artigiani che non funziona. Artigiani che pure per anni hanno affollato via Cavour e la Badia. Se da un anno la Badia viaggia deserta in una Fiera in crescita un motivo ci sarà e bisognerebbe metterci riparo. In questo tratto ieri c’erano solo due banchi, in mezzo a grandi vuoti. Forse una opzione potrebbe essere il coinvolgimento nel percorso di spazi pregiati in centro: chiostri, cortili, terrazze pensili. La buona idea di riaprire ad alcuni degli antiquari persi negli anni, per ora è rimasta nel cassetto, mentre hanno funzionato la riapertura di via dell’Orto e la valorizzazione di via Ricasoli. Via Bicchieraia merita di più, anche per affiancare la crescita di via Cesalpino. Il tempo c’è e la Fiera ha ripreso a correre.