Il Papa con Domenico Giani
Il Papa con Domenico Giani

Arezzo, 15 ottobre 2019 - Domenico, così il passo d’addio dal Vaticano c’è stato davvero..
«Sì, un passo doloroso ma dal quale sono contento di uscire a testa alta» Le agenzie trasmettono in tempo reale la notizia delle sue dimissioni: da ieri Domenico Giani non è più a capo della Gendarmeria. Non è più l’angelo custode del Papa. Travolto da una vicenda che lo ha visto vittima: l’uscita all’esterno di un ordine di servizio legato all’ultima grossa inchiesta nei corridoi della Santa Sede.

Come è stato l’ultimo incontro con il Papa?
«Un incontro di grande affetto: è stato paterno, il legame è rimasto lo stesso che ho avuto con lui sin dall’inizio del pontificato»-

E allora come mai questa scelta?
«Era intrinseca nel mio lavoro: ho sempre detto che sarei stato pronto a sacrificare la mia vita per difendere quella del Papa. E’ lo spirito con il quale ho preso questa decisione»

Assolutamente sereno?
«Sì, la serenità di chi sente di aver agito sempre in coscienza e che avverte intorno l’affetto e la stima dal Papa e di tanta gente»

La città si è fatta viva?
«Ho ricevuto centinaia di messaggi e tutti sullo stesso tenore: la vicinanza e il riconoscimento.»

Era quello che voleva..
«Sì, puoi rinunciare a tutto ma non all’affetto, soprattutto di chi ti conosce e ti vuole bene»

Era stato il suo timore in queste settimane di bufera?
«Timore è una parola grossa: certo la mia preoccupazione era che dall’esterno qualcuno potesse equivocare, pensare che avessi fatto qualcosa contro la mia storia e la mia vita»

Specie nella sua città..
«Lo sapete, il legame con Arezzo è profondissimo»

Niente sarebbe successo se l’autore di quella fuga di notizie si fosse fatto avanti..
«Certo che no: anche se sentivo vicino il momento di chiudere comunque questa esperienza»

Lo aveva fatto capire anche nel discorso alla festa della Gendarmeria..
«Esatto, non era un congedo ma certo un saluto di bilancio»

Però non avrebbe mai voluto uscire così..
«E’ chiaro, sognavo qualcosa di diverso: così è stato tutto più traumatico»

Ma sperava davvero che sarebbe uscito all’esterno chi ha mandato fuori quell’ordine di servizio?
«Intanto anche per me quella fuga di notizie è stata vergognosa, ha calpestato la dignità di chi l’ha subita. Capisco fino in fondo il Papa»

Però l’autore...
«Sì, lo confesso: speravo parlasse. E credo che l’autore non lo abbia fatto per malafede, forse solo per superficialità».

Non era un’illusione?
«Ho sempre cercato di formare persone che fossero buoni gendarmi ma anche uomini e cristiani. Sono convinto che lo siano»

C’è chi dice che per il suo gesto abbia ricevuto in cambio promesse e riconoscimenti..
«No, niente. Esco senza niente, questo è chiaro. Ma è così che deve essere, almeno in Vaticano»

E da domani?
«Intanto prenderò il periodo di riposo che da anni sognavo: anche la mia famiglia è stata costretta a grandi rinunce»

E poi?
«Credo di aver accumulato esperienze e professionalità che conto possano tornarmi utili: ma in questo momento non c’è alcuna alternativa, si riparte da zero»

E sul piano umano?
«Il Papa ha riconosciuto la lealtà, e la fedeltà con la quale ho svolto il mio servizio: questo mi aiuta ad affrontare con serenità il futuro e i nuovi impegni che potrò assumere».

Quando il ritorno ad Arezzo?
«Presto, prestissimo: già nei prossimi giorni».