Massarosa (Lucca), 1 gennaio 2018 - Nato a Padoapuram in India ma trapiantato a Piano di Mommio (Massarosa), il 27enne Jose è entrato di prepotenza nella cucina di Masterchef. Ha subito colpito per il suo talento e promette davvero di essere uno dei protagonisti.

Sul sito di Masterchef 7 si è confessato rivelando tutto su di sé: "La mia famiglia è formata da me, mio padre e mia madre. Sono un pianista jazz, la musica è diventata il mio lavoro dopo anni di studio e sacrifici. La mia più grande ambizione è puntare ad essere uno dei migliori e ad avere successo nelle mie due passioni: musica e cucina".

Jose spiega sul sito di Sky che la sua passione per la cucina è nata "dalla necessità di mangiare cose buone e di creare qualcosa di buono per chiunque voglia assaggiare i miei piatti. Amo sperimentare sempre sapori nuovi e la mia è una cucina creativa, colorata, saporita. MasterChef come trampolino di lancio per la mia creatività, un’opportunità per vedere fin dove mi possono portare le mie idee. Sogno di vincere per dare il via al mio progetto: fondere cibo, arte e musica".

VIDEO: L'INTERVISTA A JOSE' (link esterno)

Il suo piatto forte? Gli spaghetti alla carbonara, anche se il "piatto del cuore" sono le lasagne della mamma, perché gli ricordano l’infanzia e il profumo della domenica mattina in casa. Jose ha un mito: lo chef Daniel Humm, che osanna per la sua straordinaria bravura nell’impiattamento, ma anche Massimo Bottura per il suo legame con jazz e arte e Virgilio Martinez "per le idee e la scelta degli ingredienti".

A proposito di ingredienti, nonostante Jose viva a pochi chilometri dal mare, l'influenza della cucina di terra si fa sentire nei suoi ingredienti preferiti, che sono Parmigiano Reggiano e uova.

Il giovane aspirante masterchef dall'anima jazz pensa che se fosse un ingrediente sarebbe "complesso e raffinato come il tartufo o lo champagne". Adesso si fa sul serio e Jose dovrà battagliare tra i fornelli per convincere i terribili quattro in giuria, Antonino CannavacciuoloJoe Bastianich, Antonia Klugmann e Bruno Barbieri.