Siena, 20 marzo 2016 - La donna che ha trovato la neonata nel cassonetto è stata interrogata dai carabinieri. Si sospetta che possa sapere chi sia la madre. A fare il ritrovamento è stata una badante di origine romena, da tempo è residente in Val d'Orcia dove si prende cura di un'anziana. «Ho portato la bambina in casa e l'ho avvolta in un asciugamano. Quando l'ho appoggiata sopra il letto, ho visto che respirava e sono tornata ad accudire la signora per cui lavoro». Così la badante, che dice di aver trovato la piccola in un cassonetto dell'immondizia, ha risposto a chi le chiedeva perché avesse atteso ad avvertire del ritrovamento. «Avevo paura e mi sono bloccata», ha aggiunto la donna che poi ha detto: «Come ho visto una vicina che passava, l'ho allertata ed è stata lei a chiamare i soccorsi». Secondo alcune indiscrezioni, il ritrovamento sarebbe avvenuto verso le 5 di stamani ma l'allarme è stato dato oltre 3 ore dopo. La scatola dentro la quale sarebbe stata trovata la bambina non è stata ancora rinvenuta.

La creatura è stata trovata a Vivo D’Orcia intorno alle 8.45, quando una donna che era andata a buttare la spazzatura, ha notato all'interno del bidone una scatola bianca con dentro la piccola. La signora ha lanciato immediatamente l'allarme chiamando Carabinieri e 118. La bimba è stata trasportata in un primo momento all’Ospedale di Abbadia San Salvatore e poi è stata trasportata con l'elisoccorso del 118 alle Scotte. La piccola è in buone condizioni di salute, è ricoverata in terapia intensiva neonatale e sarà sottoposta a tutti gli accertamenti necessari. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Montalcino.

"Si tratta di un piccolo miracolo - ha detto Pierluigi Tosi, direttore generale Aou Senese - perché di lì a poco sarebbe passato il camion che raccoglie i rifiuti e per lei non ci sarebbe stato più nulla da fare. La piccola, che probabilmente sarà chiamata Claudia, pesa 2,880 kg e viene nutrita con il latte umano della nostra Banca del Latte".

Una vicenda che pone interrogativi cui si può dare soluzioni. "Partorire in ospedale e mantenere l'anonimato - aggiunge il professor Felice Petraglia, direttore Dipartimento Materno-Infantile e del reparto di Ostetricia e Ginecologia - è possibile grazie al progetto 'Mamma Segreta', attivo in tutta la Toscana. La nostra regione ha infatti una grande tradizione di civiltà per tutelare al massimo la maternità e l'infanzia".