Siena, 16 giugno 2017 - La Quercia delle Checche come un castello o una statua o un palazzo storico. E in fondo questo magnifico rovere di almeno 360 anni di età è un monumento vero e proprio, per quanto vivente. Non deve sorprendere quindi l'annuncio di Nicoletta Innocenti, coordinatrice del coimitato Sos Quercia delle Checche: "E’ con vera gioia, e con una certa emozione, che comunichiamo che il Ministero dei Beni Culturali ha posto il provvedimento di tutela sulla Quercia delle Checche. Si apre con la nostra esperienza una nuove generazione di tutele nella direzione di un sempre maggiore rispetto per l’ambiente".

E' la prima volta che in Italia un monumento verde viene tutelato come una chiesa o un palazzo storico. Una bella notizia per tutta la Val d’Orcia. La Quercia delle Checche si trova infatti nel territorio comunale di Pienza, in località Le Checche. Questo splendido rovere ha una chioma del diametro di 34 metri, è alto 22 metri e il suo fusto ha un diametro di quattro metri e mezzo. Una protezione che assume significati più ampi della pur importante ma "semplice" protezione di stampo ambientalista: qui si tratta di riconoscere anche il valore del simbolo, della sua importanza per la comunità. 

Spiega ancora Innocenti: "Ci crede fortemente il Sottosegretario ai Beni Culturali con delega al Paesaggio Ilaria Borletti Buitoni, promotrice con il ministro Dario Franceschini dell’Osservatorio Nazionale sulla Qualità del Paesaggio, che il 20 maggio dell’anno passato su nostra richiesta e sollecitazione effettuò un sopralluogo alla Quercia delle Checche. Siamo consapevoli della responsabilità che tale riconoscimento attribuisce a tutti noi che in questi tre anni abbiamo fatto della salvaguardia della Quercia delle Checche un modello di comportamento partecipativo nell’ambito di una idea di progettualità del destino delle nostre terre, che passa principalmente attraverso l’impegno e la condivisione. Ora è necessario operare non meno tenacemente perché la salvaguardia divenga concretamente operativa con la costituzione di un comitato tecnico-scientifico che sappia monitorare lo stato di salute dell’albero, valutando i rischi di perdita di equilibrio statico, protezione dall’aggressione di agenti patogeni, opportunità di ossigenazione e pacciamatura del suolo, forme di tutela rispetto al rischio che comportamenti incongrui possano lesionare nuovamente le grandi branche. Sarà necessario attribuire al Comitato locale Sos Quercia delle Checche. Sarà opportuno circoscrivere nuovamente il perimetro dell’area come indicato nel decreto di tutela e come consigliato dal dottor Daniele Zanzi, in ragione anche di un apparato radicale esteso che non può correre il rischio di subire danni in ragione di agenti chimici o fisici alteranti".

Il comitato spera che vengano installati "pannelli informativi, in italiano e in inglese, per fornire elementi utili alla percezione di questo straordinario monumento verde, oltreché invitare i visitatori al rispetto e alla cura. Il nostro obiettivo è inoltre quello di coinvolgere le scuole elementari e medie in specifiche attività didattiche e giungere, quando sarà possibile anche in virtù di eventuali sostenitori, alla realizzazione di una pubblicazione monografica sulla Quercia delle Checche che raccolga tutte le testimonianze, fotografiche, orali e testuali, emerse in questi anni di ricerca e grande coinvolgimento emotivo ed affettivo verso la Querciona".

Da ricordare che la Quercia delle Checche è uno degli alberi più antichi d’Italia e che nel pomeriggio del 15 agosto 2014, per incuria e mancanza di sensibilità e rispetto verso l'ambiente che ci circonda, il grave distaccamento di una grande branca costituente una parte cospicua del volume della pianta. Da quel fatto nacque in poche ore una mobilitazione spontanea che ha portato alla nascita di un gruppo Facebook con oltre 4.450 iscritti.