Siena, 31 dicembre 2017 - Il bilancio di un anno travagliatissimo per le Contrade e il Palio con il rettore del Magistrato Nicoletta Fabio.

RETTORE Fabio, quale è stato nel 2017 il momento in cui ha sentito maggiormente il peso della responsabilità?

«Moralmente la dolorosa vicenda che vede coinvolti 68 contradaioli per rissa. Ha aperto e chiuso un anno dove si sono susseguiti problemi di ogni genere».

Uno di questi è stato certo quello della sicurezza al Palio: come è stato vissuto nelle Contrade il giro di vite post Torino?

«Tutto sommato la soluzione praticata si è rivelata meno invasiva di quanto inizialmente si temesse. E ha dato, oggettivamente, i risultati sperati a detta di istituzioni e forze dell’ordine. Questa la ragione per cui le Contrade non vedono motivo di tornare sull’argomento, anche perché hanno bisogno di certezze e non si possono continuamente rimettere in discussione le regole del gioco».

Molti si sono chiesti perché non c’è stata un’adesione di tutti e 17 i priori alla manifestazione di disagio del primo dicembre per Sant’Ansano.

«In realtà la spiegazione è già stata data nella nota diffusa dalle quattro Contrade (Nicchio, Valdimontone, Onda e Torre, ndr), non a caso inviata dalla sede del Magistrato. Aver partecipato alle celebrazioni, perché di questo si tratta più che di una festa, ha significato rispettare la volontà espressa dalle 4 Contrade. Di fronte a questioni di tale delicatezza la cautela non è mai abbastanza; ci sono forme di esternazione che è giusto che i popoli adottino ed esistono forme istituzionali le quali competono ai dirigenti e che non diventano più efficaci se esibite».

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