Siena, 6 settembre 2017 - SONO INIZIATI ieri mattina, dopo uno slittamento di qualche ora, i lavori di abbattimento dei pini a rischio caduta nell’area del Rastrello. Un intervento già allo studio del Comune ma che la siccità degli ultimi mesi ha reso necessario e immediato: solo per un caso fortuito uno dei tredici alberi, due domeniche fa, è caduto quando per strada non c’era nessuno, e senza auto in sosta.

PROPRIO per garantire l’incolumità di persone e mezzi il parcheggio dello stadio è rimasto chiuso e riaprirà, in via eccezionale oggi, in occasione del mercato: dalle 7,30 alle 17. Una misura concordata con Siena Parcheggi visto che i banchi degli ambulanti occupano l’adiacente parcheggio di Fortezza e senza la parziale riapertura dell’altra zona verrebbe a mancare un importante punto di approdo per cittadini e turisti. L’accesso è consentito da viale 25 aprile (lato Santa Caterina): il varco consentirà sia l’entrata che l’uscita dei veicoli.

DALLE 17 (è richiesta la massima puntualità come attenzione a rispettare gli stalli di sosta) di nuovo ‘i lucchetti’: i lavori andranno avanti ancora qualche giorno, con il ‘diktat’ di terminare prima di domenica, quando gli spalti del Franchi torneranno a riempirsi per la partita della Robur, che inizierà alle 16,30. Nella giornata di oggi tutti gli utenti, compresi i possessori di Sostapay, dovranno ritirare il biglietto all’ingresso. Prima di uscire, dovranno effettuare il pagamento alla cassa automatica situata alla statua di Santa Caterina. I possessori di Sostapay, invece, dovranno effettuare il pagamento, esclusivamente in contanti, alla cassa manuale per la riduzione della tariffa.

GLI ABBONATI che non dovessero trovare posto possono, come ogni mercoledì, usare il parcheggio in via Esterna Fontebranda. Il piano di abbattimento del Comune non va giù a Lucillla Tozzi, presidente dell’associazione Italia Nostra Onlus. «Ci chiediamo perché, se sono stati fatti controlli e manutenzioni adeguati – si legge nella nota –, si sia verificata una ‘epidemia’ così improvvisa da richiedere un impellente e drastico intervento. Le solite spiegazioni: la pericolosità per i pedoni, le auto, le case... Ma forse i pini sono stati percepiti come emblema di una certa epoca, gli anni ’30, quando furono introdotti a scopo sanitario nella lotta alla Tbc, forse sono vittime innocenti di una ‘damnatio memoriae’».