Siena, 7 ottobre 2017 - Procura e Guardia di finanza indagano sul contratto di appalto per l’affidamento dei servizi e delle attività del Duomo di Siena stipulato tra Opera Metropolitana della Cattedrale di Siena onlus e Opera Laboratori Fiorentini. Dell’inchiesta riferisce lo stesso capo della Procura, Salvatore Vitello, dopo che la notizia era sta anticipato dall’edizione on line del Fatto Quotidiano.

LA PROCURA precisa che «si tratta di un procedimento aperto a seguito di esposto presentato da alcuni lavoratori dell’Opera Metropolitana della Cattedrale di Siena - Fabbriceria del Duomo di Siena onlus». Gli estensori dell’esposto, riferisce ancora il procuratore Vitello, «evidenziavano fatti che necessitavano approfondimenti, per i quali veniva dato incarico alla guardia di finanza di Siena. Trattasi all’evidenza di attività dovuta che sta proseguendo secondo le direttive impartite da questo Ufficio» e «all’esito degli accertamenti delegati si assumeranno le determinazioni di competenza. Ogni illazione relativa al risultato delle indagini prima, e dell’eventuale giudizio dibattimentale dopo, è allo stato assolutamente gratuita», conclude il procuratore Vitello.

Anche Opera della Metropolitana interviene sulla vicenda: «Apprendiamo da fonti di stampa, notizie e dettagli che non emergevano dalla notifica nei giorni scorsi di una semplice richiesta di proroga del termine per le indagini preliminari notificata dalla Procura di Siena, tra gli altri, a Mario Lorenzoni e Gian Franco Indrizzi. A tutt’oggi le persone sottoposte a indagini non hanno avuto alcuna notizia su quali siano i fatti oggetto del procedimento».

«Ribadiamo – prosegue Opera – che si tratta di una assoluta novità, non preceduta da alcun altro atto né tanto meno da accessi o verifiche della Guardia di Finanza, almeno per quanto noto a Opera della Metropolitana. Se invece all’origine del procedimento vi fosse un esposto/denuncia, l’apertura del procedimento costituirebbe allora un atto comunque dovuto per accertare la sua fondatezza o meno. E’ però sconfortante leggere notizie pubblicate da chi è evidentemente meglio informato, nonostante il segreto istruttorio, rispetto a chi ha ricevuto un atto del tutto interlocutorio e nel quale non è neppure formulata descrittivamente una contestazione sui fatti. L’Opera del Duomo è del tutto serena in relazione al suo operato e attende un accertamento chiaro e veloce, anche per tutelare al meglio la sua immagine, mentre i Rettori hanno già nominato l’avvocato Enrico de Martino come difensore di fiducia».