Siena, 14 luglio 2017 - SEGRETERIE intasate per la compilazione delle graduatorie degli insegnanti, accorpamenti indesiderati di classi, difficoltà di rapporti con l’istituto scolastico provinciale (ex provveditorato), gestione cervellotica e con pessimi risultati dell’affidamento delle cattedre di sostegno. È un lungo elenco di criticità, quello proposto dalla Flc Cgil scuola (la segretaria Anna Cassanelli, insieme ai membri della segreteria Chiara Magini e Simone Bogi), che parte dal tema più caldo di tutti.

OGGI avrebbero dovuto essere chiuse le graduatorie di istituto degli insegnanti. Ma la complessità (inusitata nel 2017) dell’inserimento delle domande, ancora cartacee, ha provocato lo slittamento del termine al 24 luglio. Il sistema del Miur bloccato e la riforma delle classi di concorso, sostiene la Cgil, «hanno gravato su una situazione già oltre la saturazione, perché il personale ridotto all’osso delle segreterie si trova a gestire centinaia di domande».

Alcuni numeri: a Siena 360 al Sarrocchi e 300 al Bandini e al Caselli, 330 al Roncalli di Poggibonsi, 250 al Volta di Colle Val d’Elsa. «La situazione è drammatica – afferma Cassanelli – perché le scuole sono affogate dalla burocrazia».

Ad aggravare il quadro ci sono le denunciate difficoltà di dialogo con l’ufficio scolastico provinciale (anch’esso sotto numero). «I dirigenti avrebbero bisogno di un incontro urgente – afferma Magini – per gestire le situazioni più critiche».

COME ad esempio gli accorpamenti che portano a classi di 27-28 ragazzi, dove spesso sono presenti alunni con disabilità che necessitano di attenzioni specifiche. I casi più eclatanti evidenziati dalla Cgil sono l’accorpamento di due terze del classico e del musicale; l’eliminazione di una terza al liceo della formazione con la formazione di due classi da 29 (e almeno un caso di handicap ciascuna); l’autorizzazione di due prime invece di tre al Bandini; le restrizioni al Roncalli di Poggibonsi e al Volta di Colle.

E spesso c’è il problema degli insegnanti di sostegno. «Con la graduatoria unica – osserva Bogi – vengono chiamati anche docenti senza abilitazione e studi specifici, sarebbe invece naturale creare una divisione in aree tematiche».