Prato, 10 febbraio 2018 - Pochi pasti e di bassa qualità. I genitori dei piccoli alunni dell’elementare di Cafaggio Laura Poli, sono stufi di vedere i propri figli uscire da scuola con la fame. "I bambini non mangiano per questo abbiamo chiesto alla dirigente scolastica di poter portare il cibo da casa", si sfoga Elisabetta Madio. "La qualità rispetto agli anni passati è peggiorata e anche il menù non è adatto a dei bambini. Perché non viene inserito un sano piatto di pasta al pomodoro o al pesto invece che passati di verdure che poi restano tutti nei piatti?". Aggiunge.

Tra le problematiche lamentate anche il fatto che pasti alla scuola arrivano freddi oltre che in poca quantità col risultato che i bambini fino alle 16,30 - l’ora di uscita - restano digiuni. «Paghiamo per un servizio che di fatto non viene erogato. Spesso quello che viene servito non viene consumato dai bambini così si buttano via enormi quantità di cibo ogni giorno. Si fa un gran parlare di educazione alimentare, ma così facendo che messaggio diamo ai nostri figli?», insistono i genitori.

Le lamentele sono arrivate anche sul tavolo dell’amministrazione comunale che di recente ha rinnovato l’appalto delle mense scolastiche. «Dalla scuola Poli di Cafaggio ci sono arrivate diverse lamentele, talvolta ci sono delle criticità che si possono verificare ad esempio sulla consegna o sulle quantità, ma dalla scuola Poli ci sono arrivate molte segnalazioni tra l’altro diverse fra loro. Per questo abbiamo convocato una riunione per lunedì così da ascoltare tutte le parti e se necessario trovare delle soluzioni», spiega la dirigente dei servizi scolastici Donatella Palmieri.

Sulle mense inoltre pesa il ricorso presentato dalla Ristorart (l’azienda arrivata seconda in graduatoria) contro la Camst, aggiudicataria del bando. In attesa del pronunciamento del tribunale (che dovrebbe arrivare entro la fine del mese) il Comune ha effettuato un affidamento d’urgenza per il servizio mensa alla stessa Camst.