Prato, 13 gennaio 2018 - Quando tutto sembrava delineato all’interno del centrodestra pratese in vista delle elezioni politiche del 4 marzo, ecco arrivare un fulmine a ciel sereno. Il candidato designato per la corsa al seggio uninominale alla Camera, Giorgio Silli (consigliere comunale di Forza Italia) potrebbe non ottenere l’appoggio di Energie per l’Italia. Il partito che fa capo al leader Stefano Parisi non ha ancora trovato l’accordo a livello nazionale per entrare a fare parte della coalizione di centrodestra. E anzi ha dato addirittura un ultimatum a Berlusconi e Salvini: o l’accordo si trova entro una settimana, oppure Energie per l’Italia correrà con un proprio candidato in ognuno dei seggi uninominali.

Aa di là delle ripercussioni nazionali, questa ipotesi rischia di avere ricadute pesanti nella corsa dei candidati pratesi per strappare un seggio alla Camera. Perché all’improvviso Giorgio Silli rischia di trovarsi come concorrente uno dei tre consiglieri comunali di Energie per l’Italia: il capogruppo Alessandro Giugni (ex Forza Italia ed ex presidente della commissione bilancio in Comune nella legislatura Cenni), Antonio Longo (ex Udc) o Alessandro Benelli. Soprattutto i primi due sono nomi capaci di portare via percentuali di voto importanti. Che potrebbero rivelarsi decisive in caso di tornata elettorale equilibrata col Partito Democratico e con i Cinque Stelle. Senza tralasciare che un altro papabile candidato alla Camera per Energie per l’Italia potrebbe essere l’ex segretario dell’Udc Giovanni Bambagioni. Non solo. A testimonianza di quanto il partito punti su Prato, c’è da annotare la presenza prevista per domani pomeriggio in città del leader Stefano Parisi, che inaugurerà la nuova sede in via Cesare Guasti (centro storico) di Energie per l’Italia.

«Siamo una formazione di centrodestra nuova ma con progetto a lungo termine – commenta Alessandro Giugni, esponente della segreteria nazionale del partito, nonché coordinatore nazionale degli enti locali – e vogliamo fare parte della coalizione di centrodestra. Però non possiamo aspettare all’infinito. Non vogliamo inciuci e potremmo riportare alle urne quella parte di elettorato che ormai non vota più. Senza accordo, però, saremo costretti a correre da soli nei seggi uninominali, compreso quello di Prato alla Camera. Non c’è altra strada».

Stefano De Biase