San Miniato, 11 settembre 2017 - Il centro storico si sta spopolando, Sono un centinaio le case vuote tra quelle sfitte e quelle in vendita. Come fermare un fenomeno che rischia di assumere una dimensione preoccupante, se questo trend dovesse proseguir costante negli ultimi anni. A prendere posizione su questo tema è Alessandro Niccoli (Gruppo Possibile) che annuncia una mozione, con proposte in consiglio comunale, e lancia la riflessione attraverso i social: «A San Miniato sugli appartamenti sfitti non ci si pone neanche il problema. Sarebbe da partire, intanto con un censimento, poi con dei provvedimenti. Ci sono persone attratte, che non trovano appartamento».

La prima risposta arriva dal sindaco Vittorio Gabbanini che, in parte, accoglie l’iniziativa. «Stiamo analizzando da tempo la questione, confrontandola anche con gli strumenti che la legge può mettere a disposizione al riguardo – spiega il primo cittadino – . Un censimento lo faremo sicuramente, così come abbiamo fatto quello dei fondi commerciali sfitti, spingendo per un loro nuovo utilizzo: su questo fronte abbiamo avuto dei risultati, pochissimi sono ancora liberi e, ad esempio, mi risulta che due situati in piazza del popolo siano in fase di trattative. Sul commercio, è evidente, qualcosa d’importante si è mosso soprattutto nel settore food. Ora bisognerà sostenere altre tipologie d’investimento commerciante in modo da diversificare l’offerta di San Miniato».

Le case, però, sono un’altra storia. La legge italiana non consente giri di vite particolari sui proprietari che, per varie ragioni, le tengono sfitte. Non siamo ad Amsterdam dove, per la prima volta, ha inflitto una sanzione amministrativa di 5mila euro al proprietario di una casa lasciata non abitata troppo a lungo. E dove la multa potrebbe crescere ancora, fino a 15mila euro, se il proprietario evitasse di contattare la municipalità informando sulle intenzioni che ha per l’immobile. «Ci sono tante ragioni per cui una casa resta sfitta o la si lascia tale – spiega Gabbanini –. Anche ragioni familiari. Tuttavia bisogna favorire il ritorno di una fetta di popolazione nel centro. Quest’impegno ce lo prendiamo, così come censiremo le case e cercheremo una forma di contatto con i proprietari: potrebbe nascere, da un confronto tutti insieme, un’idea su come agevolare nuovi affitti, magari calmierando il prezzo. Vediamo, in questa partita, che ruolo può giocare il Comune. Alessandro Niccoli: «Il problema è evidente e urgente, bisogna aprire un dibattito e se l’amministrazione vuol passare dalle parole ai fatti deve individuare anche strumenti da mettere in campo».