Pontedera, 11 setembre 2017 - Gli operai si confrontano al presidio e rinserrano le fila. Oggi pomeriggio i lavoratori di Tmm si sono dati appuntamento per fare il punto sulle gestione della protesta, delle iniziative e parlare del futuro. Quel futuro che è adesso. «Il gruppo è compatto – spiega l’rsu Daniela Martini –. Siamo provati da 35 giorni di battaglia, ma determinati ad andare in fondo a questa storia, a difendere questa fabbrica e la nostra occupazione finché ci sarà anche un minimo margine per potercela fare». Del resto è stato così dall’inizio di agosto quando, a poche ore dalla ferie, gli 85 lavoratori di Tmm intuirono che la loro azienda andava verso la chiusura: la conferma arrivò con l’apertura delle procedura che scade il 20 ottobre.

Il tempo che passa, la soluzione che non arriva e la rabbia che cresce –  come aveva sottolineato nei giorni corsi anche la Fiom con Marco Comparini - sono un elemento che potrebbe infaiiamre la vertenza. «Stiamo aspettando che il liquidatore ci contatti per l’ingresso in azienda – conclude Martini –. Da qui non deve uscire nulla». Ma è il tempo che corre il problema principale: «Ne sono state dette tante in questi giorni – dice Benedetto Benedetti (Uilm) –. I liquidatore sembrava volesse entrare in azienda da un'ora all'altra e ancora non l'ha fatto, dopo aver concordato ilpercorso.  Si è parlato di cinesi, come di imprese locali che avrebbero manifestato interesse: sul tavolo, però, di concreto non abbiamo visto nulla e si rischia di arrivare al 21 settembre al Mise in queste condizioni. Il tempo che passa ci impone anche un riflessione: ma Tmm aveva fatto le scorte per tutto l’anno? Sennò chi pensa ora alla produzione delle 700 marmitte al giorno? Le produzioni sul territorio devono essere una priorità»