Fauglia, 14 gennaio 2018 - La lettera e le firme portate sulla scrivania del vescovo Andrea Migliavacca (che si trova all’estero) è pronta a partire anche per Roma. Per finire all’attenzione di Papa Francesco. E’ quanto emerge dopo l’incontro della delegazione dei faugliesi in curia a San Miniato dove i parrocchiani hanno cercato di far capire al vicario che la comunità non approva il trasferimento di don Andrés Jorge Echeverry Molina, arrivato sulle colline pisane nel settembre 2016, dopo essere stato parroco a Casteldelbosco.

All’incontro c’erano anche molti giovani, tra i 16 ed i 20 anni, che hanno voluto testimoniare come prima non andassero in chiesa e come adesso, invece, siano assidui frequentatori anche grazie alle numerose attività della parrocchia. La delegazione ha aggiunto poi che con don Andrés la gente, nella stragrande maggioranza, è felice tanto che la chiesa è sempre piena.

La decisione del vescovo è arrivata a sorpresa il 7 gennaio scorso, alla messa domenicale, tramite una lettera del prelato letta dallo stesso parroco. Una lettera che richiama il prete a San Miniato perché c’è bisogno di lui in curia: nessun altra ragione è specificata. Ma com’è andato l’incontro con il vicario? «Ci ha invitato a riflettere. Se il vescovo ha preso questa decisione non è per far soffrire i parrocchiani – spiegano dalla delegazione –. Il vicario ha citato il Vangelo ma ci ha anche detto che la decisione è stata presa e dobbiamo affrontarla e provare a capirla. Ma non ci è stato detto il motivo di questo trasferimento che, invece, noi vogliamo sapere». C’era anche il sindaco Carlo Carli che però ha preferito rimandare un suo intervento diretto a quando monsignor Migliavacca tornerà dalla missione. La lettera che è stata consegnata in curia e che andrà in copia a Roma è supportata da più di 200 firme. Ma la raccolta continua.

«Se da Valtriamo qualcuno ha fatto pressione per questa decisione sul parroco – sottolineano alcuni della delegazione – Il vescovo farebbe bene ad appurare le ragione, la consistenza e la fondatezza delle loro lamentele. Ci aspettavamo un altro modo di operare nell’epoca di Papa Bergoglio». Malumore anche a Marcingnana che dovrebbe perdere don Stanislao per cederlo a Fauglia: ma in questo caso non c’è stato alcun appuntamento concesso dalla curia per discutere del caso. Le polemiche sono destinate a continuare.