Buti, 12 ottobre 2017 - La riconosciuta continuazione tra i reati «sconta» due anni dal cumulo di pene lievitato a otto anni e sei di reclusione per ben dieci sentenze passate in giudicato dal 2002 ad oggi. Sentenze che un 50enne di Buti, G. P. le sue iniziali, ha collezionato passando dalle truffe alla ricettazione, aggiungendo al monte, poi, anche più di un episodio di reato tributario per mancato versamento dell’Iva. Tutti fatti avvenuti in provincia di Pisa. Ora il 50enne si trova nel carcere Don Bosco di Pisa. Il giudice dell’esecuzione Frizilio, che si era riservata la decisione all’esito dell’udienza di due settimane fa, ha accolto la richiesta degli avvocati Giulio e Massimo Parenti, penalisti con studio a Pontedera, che assistono il butese. Il riconoscimento della continuazione tra i reati consente di evitare che a causa dell’applicazione del cosiddetto cumulo materiale delle pene (consistente nella somma aritmetica delle stesse) la condanna sia troppo elevata rispetto alla gravità dei reati commessi. Quest’effetto si raggiunge sostituendo il regime del cumulo materiale con il più favorevole (per l’imputato) cumulo giuridico. Però il ricettatore seriale deve restare ancora in cella