Pisa, 28 dicembre 2017 - «ABBIAMO aspettato una settimana prima di poter celebrare (ieri pomeriggio, ndr) il funerale di Nicolai. Una settimana di strazio per la sua famiglia, durante la quale chi non sa ha parlato e chi sa ha taciuto. Ora è giunto il momento del silenzio». Nella sua commozione don Roberto trova parole misericordiose, piene d’affetto nei confronti del 19enne morto misteriosamente contro un treno all’alba del 21 dicembre a Riglione; ma anche accuse durissime verso «quelle persone e quegli adulti che non hanno saputo amarlo e capirlo».

La chiesa del paese è stracolma di ragazzi: si tengono per mano, piangono il loro amico, lo ricordano felice cercando di fare forza alla famiglia Vivacqua. Mentre il parroco racconta pezzi di una vita ancora tutta da inventare.

«NICO era un ragazzo allegro, vivacissimo, dalla battuta sempre pronta e talvolta inopportuna – continua abbozzando un sorriso dall’altare –. All’apparenza era felice e spensierato, ma andando oltre era possibile scoprire l’altra sua faccia. Quella di un giovane in cerca di risposte, in cerca di un’identità e di certezze. Chi era dunque Nico? Nessuno può rispondere davvero perché neppure lui lo sapeva. Stava tentando di capirlo. Mi ha confidato più volte la sua inquietudine e la sua voglia di andare a fondo fino alla verità. Purtroppo durante questa sua ricerca ha incontrato persone che lo hanno rifiutato, giudicato, persone che non gli hanno prestato la dovuta attenzione e persone che addirittura si sono approfittate del suo smarrimento, se ne sono servite. Era come un uccellino a cui qualcuno aveva ferito le ali e che si divincolava per riprendere il volo. In pochi, infatti, lo hanno amato di un amore puro e incondizionato come i genitori».

LA LETTURA dedicata a Nicodemo (di giorno fariseo e maestro di Legge, di notte discepolo che invoca Dio, ndr) non è casuale: «Nico è stato un Crocifisso di oggi – aggiunge il parroco –. Inchiodato alla sua croce che nessuno poteva capire fino in fondo».

Forse nemmeno quegli amici che al funerale hanno letto ricordi strazianti e lasciato volare in aria palloncini rossi e bianchi? Sicuramente alcune delle risposte dovranno arrivare dagli inquirenti che stanno lavorando per confermare o smentire il nesso tra la morte del giovane e l’incendio dell’auto avvenuto a pochi minuti nonché metri di distanza; quindi analizzare l’eventuale movente dell’atto vandalico. Il proprietario del veicolo distrutto è già stato ascoltato in questura. Nei prossimi giorni la polizia potrebbe acquisire la sua denuncia per danneggiamenti.