Aulla (Massa Carrara), 15 giugno 2017 - Succede nella vita del cronista di raccogliere le parole di sfogo di chi si trova al centro di un’indagine, come i carabinieri raggiunti dai provvedimenti della magistratura ieri mattina. Nelle parole dei tutori dell’ordine traspare amarezza e sconcerto. La difficile situazione in cui sono venuti a trovarsi, da dover spiegare a mogli e figli ed anziani genitori, increduli di fronte a quanto successo ieri mattina nel giro di poche ore.

«Un’esperienza tristissima da non augurare mai a nessuno – si sfogano alcuni dei carabinieri coinvolti, senza mai entrare nel merito dell’indagine nè lanciare accuse – i tuoi famigliari con grande difficoltà riescono ad immedesimarsi in questo ‘ribaltamento’ di ruoli, che vede la tua persona trasformarsi da stimato agente dell’ordine ad inquisito per gravi reati e sottoposto a misure restrittive».

Quello che più colpisce è il timore di nuocere in qualche modo negativamente all’immagine del corpo d’appartenenza. «Cosa penserà la gente di noi, dei colleghi? Con che spirito potremmo continuare poi il nostro lavoro? – queste le frasi più ricorrenti – Sarebbe importante però l’opinione pubblica fosse adeguatamente informata sulle quotidiane difficoltà e pericoli che costantemente incontriamo nella nostra rischiosa professione di controllo e contenimento della criminalità con cui notte e giorno siamo in guerra continua: ladri, truffatori, spacciatori di droga che con grande sforzi e rischi arresti e magari dopo poco li vedi tornare in libertà».

Nello sfogo di queste persone, provate e consce della situazione che stanno vivendo non c’è traccia alcuna di risentimento nei confronti di chi ha preso provvedimenti nei loro loro confronti».

Sconcerto e incredulità in Lunigiana che già si era mossa nei mesi scorsi con una manifestazione di solidarietà per i carabinieri indagati: ieri si è subito sparsa la voce di una nuova iniziativa simile nei prossimi giorni. Intanto le conseguenze dei provvedimenti scattati ieri mattina si sono fatte subito sentire: stanno lavorando «a scartamento ridotto», praticamente decimate, le stazioni dei carabinieri della Lunigiana colpite dall’inchiesta della procura. In particolare si è ridotta di molto l’attività della stazione di Aulla (una delle più importanti della Lunigiana), che ha ventina di carabinieri indagati.

Un maresciallo è stato sospeso dal servizio e da ieri sera si è dovuto allontanare dalla provincia. Inoltre, un brigadiere di Aulla è stato arrestato (e portato in un carcere militare) mentre altri cinque militari della stessa stazione, con vari gradi, sono stati colpiti o dagli arresti domiciliari (sono tre) o dal divieto di dimora. L’ottava misura cautelare, un altro divieto di dimora nella provincia apuana, è scattata per un militare della stazione di Albiano Magra.