Lucca, 17 luglio 2017 - Si tiene stamani in carcere a Pisa l’interrogatorio di garanzia del gip fiorentino Angelo Pezzuti nei confronti di Francesca Vitali, la commerciante di 55 anni, abitante a Camaiore, già titolare di una camiceria in Fillungo a Lucca, arrestata per circonvenzione di incapace e truffa aggravata. Avrebbe raggirato e spillato ingenti somme di denaro ad alcune persone, convincendole di essere una medium e di parlare con i rispettivi defunti, interpretandone le volontà. 
 
L’indagine del pm fiorentino Eligio Paolini, affidata ai poliziotti del gruppo S.a.s. (squadra antisette) della sezione criminalità organizzata, ipotizza anche i reati di riduzione in schiavitù e maltrattamenti in famiglia, che però il gip non ha ritenuto di accogliere. Ma se decade il reato di riduzione in schiavitù, l’inchiesta potrebbe passare presto per competenza alla procura di Lucca. Lo stesso gip mercoledì affiderà a due esperti l’incarico di effettuare perizie psichiatriche sulla Vitali e sulla 28enne di Cascina succube della «medium» e che da tempo viveva nella sua casa a Camaiore e praticamente la manteneva, pagandole persino il mutuo. 
 
Almeno 5 le vittime, tra le quali due impiegate dell’università di Pisa, una professionista lucchese e la commessa di un negozio del centro storico, che addirittura era stata convinta dalla medium di essere incinta per... 14 mesi. Stamani la Vitali sarà assistita nell’interrogatorio dalle sue avvocatesse Elena Libone e Sara Navari, che preannunciano un ricorso al Riesame di Firenze contro la custodia cautelare in carcere, convinte che la vicenda possa essere ridimensionata.
 
Di certo l’arresto ha suscitato scalpore. Francesca Vitali, che gestiva il negozio «Harry & Sons Gulliver» al 26 di via Fillungo, aveva chiuso su due piedi l’attività nel 2015, ma continuava a fare la medium. Probabilmente era più remunerativo. Si era fatta un bel giro di clienti con le sedute spiritiche iniziate nel retrobottega del Fillungo e proseguite poi nella sua abitazione a Camaiore. Avrebbe incamerato circa 40-45mila euro dalle sue vittime, persone «emotivamente e psicologicamente fragili». Non chiedeva soldi, ma spingeva loro a darglieli con una sorta di sudditanza psicoologica, facebdo leva sui cari defubnti con i quali«parlava». 
 
Secondo gli inquirenti, la medium arrestata ha una elevata pericolosità sociale, proprio per la capacità di plagiare le menti. Dalle intercettazioni è emerso anche che la Vitali aveva avuto come ospite a casa una nipotina di 5 anni e aveva inculcato anche nella piccola la convinzione della presenza e del frequente contatto con lo spirito del suo ex compagno defunto, LucaB. In ballo poi anche lo stesso testamento dell’uomo, che indicava nella Vitali l’unica erede di sei immobili e 180mila euro, ma che era stato riconosciuto come falso dal tribunale di Lucca. Qui l’inchiesta era finita in un nulla di fatto per prescrizione.