Firenze, 28 dicembre 2017 - Impennata dell’influenza e fiorentini a letto per le feste, contagiati principalmente dal virus A H3N2. Un raddoppio di casi nella settimana prima di Natale, secondo in dati raccolti da InfluNet, la rete italiana di sorveglianza sentinella influenzale, coordinata dall’Istituto superiore di sanità che studia capillarmente regione per regione l’andamento del virus, avvalendosi del contributo dei medici e padiatri di famiglia e dei referenti di Asl e Regioni. «E i numeri stanno crescendo ancora, con la complicità dello sbalzo delle temperature che favorisce la diffusione dei virus», come spiega il vicesegretario nazionale della Fimmg, la federazione che raggruppa sotto al sua sigla il maggior numero dei medici di medicina generale, Vittorio Boscherini. Il picco è atteso tra fine anno e i primi dieci giorni di gennaio: «Anche se nessuno può dire con esattezza quando arriverà sino al momento in cui non si registra la discesa del numero dei contagi», spiega il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità Giovanni Rezza. Per il momento il virus colpevole del maggior numero dei casi di influenza è il sottotipo H3N2, per cui è disponibile il vaccino. Da un rapido sondaggio fra i medici di famiglia, agli inizi di dicembre era stato raggiunta la percentuale di vaccinazione del 50% (quella raggiunta complessivamente dalla campagna dello scorso anno): «L’obiettivo è arrivare almeno al 60% – dice Boscherini – Speriamo di farcela perché anche a dicembre i medici di famiglia hanno continuato a vaccinare».

In ogni caso siamo ancora lontani dalla copertura ottimale e dalle percentuali normalmente raggiunte a Firenze (anche oltre il 75%) prima del flop contro la pandemia suina del 2009 e con la caduta libera dopo i casi di morti sospette da Fluad nel 2014. I pronto soccorso degli ospedali fiorentini continuano a riempirsi, soprattutto nei giorni festivi. Tanti gli anziani soli. «Abbiamo constatato l’arrivo di molti grandi anziani con polmoniti, riacutizzazioni di insufficienze respiratorie e disidratazione causata da disturbi gastronitestinali», spiega il primario del pronto soccorso di Careggi, Stefano Grifoni. L’ASL Toscana Centro per evitare il sovraffollamento che lo scorso anno mise in ginocchio i reparti di emergenza degli ospedali, proprio per le feste, ha investito mezzo milione e un altro milione e mezzo lo investirà nel 2018. E’ già stato attivato il progetto che prevede la chiamata di medici e infermieri in regime di produttività aggiuntiva per incentivare le dimissioni dai reparti sette giorni su sette, ovvero per dimettere anche i sabati, le domeniche e tutti gli altri giorni festivi e prefestivi in modo da evitare il tappo che blocca i pazienti al pronto soccorso e non consente che entrino nei reparti per il ricovero. Per le degenze, inoltre, l’Asl amplia il numero dei letti a disposizione appoggiandosi alle case di riposo e al presidio Anna Torrigiani della Croce Rossa.

 

Sintomi e cura: importante riposare. Antibiotici solo se necessari

L'influenza si riconosce dall’esordio brusco e improvviso: febbre (anche alta e difficilmente controllabile anche con antipiretici, ma non tutti la manifestano), brividi, tosse, mal di gola, naso che cola o naso chiuso, dolori muscolari, mal di testa, riduzione dell’appetito, estrema stanchezza (che può durare fino a 2-3 settimane). In alcuni casi si possono manifestare anche vomito e diarrea, più diffusi tra i bambini.

I sintomi influenzali possono essere curati con o senza farmaci. Il medico può prescrivere antivirali per alleviare i sintomi; oppure antibiotici, se si sovrappone un’infezione batterica. Durante la sindrome influenzale è importante riposare molto, assumere liquidi (acqua, brodo, bevande con integratori salini) per prevenire la disidratazione, mettere un asciugamano fresco e umido su fronte, braccia e gambe per il malessere causato dalla febbre e un umidificatore in camera per respirare meglio.