Firenze, 13 aprile 2017 - Prima la vicenda umana di Dj Fabo e di Gianni Trez, pensionato veneto, un altro italiano è stato accompagnato in Svizzera per poter compiere il suicidio assistito: si tratta di Davide Trentini, barista toscano di 53 anni. L'uomo è morto alle 9 di questa mattina.

Trentini è stato accompagnato in Svizzera da Mina Welby, co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, e moglie di Piergiorgio, che nel dicembre del 2006, poco più di 10 anni fa, combattè per ottenere il diritto a morire del compagno. Lei e Marco Cappato, come già per Dj Fabo, hanno fornito assistenza a Davide tramite l'azione dell'associazione "Soccorso Civile" e il sito "Sos Eutanasia.it".

Mina Welby attraverso un videomessaggio si era detta contenta della scelta di aiutare l'uomo. "Non ce la fa più", dice nel video.

Davide faceva il barista vicino a Massa. Aveva raccontato di non voler più vivere "con il dolore addosso tutto il giorno" e di ritenere che la sua "non sia più una vita da vivere ma una condanna da scontare". A fine 2016 la decisione di ricorrere al suicidio assistito, che lui aveva definito "una liberazione, un sogno, una vacanza".

"La madre lo capisce, una donna di 73 anni con molti problemi di salute, soffre ma lo capisce", aveva fatto sapere l'associazione che lo ha sostenuto in questa sua scelta. 

Nel 1993 Davide, a 27 anni, faceva il barista, a un certo punto iniziò a non sentire più un lato del corpo: erano quelli i primi sintomi della sclerosi multipla. "Ma con il passare degli anni - spiega l'associazione - la malattia è diventata sempre più insopportabile e crudele. Da mesi non riusciva più a far nulla, compreso mangiare e dormire. Solo la cannabis terapeutica, fornita dalla Regione Toscana, gli dà sollievo".

Il suo ultimo saluto in un video, sorridente: "Auguro a tutti tanta salute e tanta serenità".

 

Questo l'altro video pubblicato su Twitter da "LiberiFinoAllaFine", l'account Twitter della campagna promossa dall'associazione Luca Coscioni:

Marco Cappato e Mina Welby si recheranno venerdì pomeriggio dai carabinieri di Massa "per raccontare le modalità dell'aiuto fornito a Davide".