Psichiatra massacrata. Seung subito a processo

Inizierà il prossimo 13 dicembre l’“immediato“ davanti alla Corte d’Assise. Contro il giovane di Torre del Lago gli inquirenti hanno numerose prove.

Comincerà il 13 dicembre il processo a Gianluca Paul Seung, il 35enne di Torre del Lago, accusato di aver ucciso la dottoressa Barbara Capovani davanti al reparto che la professionista dirigeva, la psichiatria territoriale del Santa Chiara di Pisa. L’arma del delitto, che potrebbe essere una spranga simile a quella utilizzata nelle arti marziali, non è stata mai ritrovata. L’imputato, che si trova ancora in carcere, è stato giudicato dai periti del gip come imputabile. Mentre non si sanno ancora i nomi dei giudici (due togati e sei popolari) che comporranno la corte d’Assise. Si conosceranno a breve.

Un giudizio immediato, dunque, per l’uomo che sui social si definiva “sciamano”. Le indagini della squadra mobile sono state coordinate dal pubblico ministero Lydia Pagnini. Ma l’imputato parteciperà alle udienze del dibattimento? I suoi legali, gli avvocati Andrea Pieri e Gabriele Parrini, lo hanno incontrato più volte in carcere: "Ha espresso opinioni contraddittorie al riguardo". Fino a ora il giovane si è rifiutato anche di essere sottoposto a perizia psichiatrica. Dicendo che mancavano ancora le prove della sua colpevolezza, ma anche dichiarando frasi prive di senso.

Nella prima udienza saranno sbrigate le questioni preliminari. E sarà stilata una calendarizzazione con la suddivisione dei testi di polizia giudiziaria e i testimoni di accusa e difesa. La famiglia della dottoressa è tutelata dall’avvocato Stefano Del Corso. Anche l’ASL – ha annunciato – si costituirà parte civile.

Nelle mani degli inquirenti si trovano le immagini delle telecamere del 21 aprile scorso quando è stato commesso l’omicidio. Ma anche le scarpe rosse che il 35enne avrebbe indossato quel giorno, recuperate prima che raggiungessero la Tunisia. Per chi investiga, l’uomo le avrebbe gettate subito dopo il delitto in un contenitore per il riciclo degli indumenti vicino all’ospedale.

C’è poi la cartellina che, pur non contenendo documenti medici, si trovava a casa di Seung e venne sequestrata, anche questa, insieme a tutta un’altra serie di reperti passati al setaccio dal perito: come c’è arrivato il Dna della dottoressa Capovani su quella cartellina? In settimana si conoscerà inoltre il nome del vincitore o della vincitrice della borsa di studio istituita dall’Ordine dei Medici di Pisa e dedicata proprio alla memoria della dottoressa. "Mai più violenze contro i sanitari".