Agnese Pini con Massimo Mallegni e Bruno Guerri
Agnese Pini con Massimo Mallegni e Bruno Guerri

Marina di Pietrasanta (Lucca),  13 luglio 2020 - Proroga dello stato d’emergenza Covid uguale guai per il turismo. E’ messaggio emerso ieri all’incontro inaugurale del Caffè della Versiliana, condotto dalla direttrice de ‘La Nazione’ Agnese Pini, che ha intervistato il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni e lo storico e saggista Giordano Bruno Guerri.

Un Caffè più amaro del previsto per la ripartenza del turismo e dell’economia. L’incontro è stato preceduto dal minuto di silenzio per le vittime del Covid e dai saluti del presidente della Fondazione Versiliana Alfredo Benedetti. “Conte non voleva nemmeno venire in Senato –- attacca Mallegni – ed era pronto a fare un altro decreto per prorogare l’emergenza fino a dicembre. Dovevano muoversi prima, a febbraio, senza disintegrare l’economia italiana. Ora il governo non ha cassa, anche per lo spostamento delle tasse a settembre, e ad ottobre ci saranno problemi con l’economia reale, a cui il governo non sopravviverà. Le regole anti contagio sono state pagate a caro prezzo: in Europa sono stati persi 54 milioni di posti di lavoro e non ci sono elementi di rilancio.

Stiamo calpestando la dignità delle persone, che diventeranno dipendenti dalla cassa integrazione. Nessuno può più permettersi una vacanza, sono prospettive che abbiamo cancellato”. Poi due battute finali: una sull’Italia, “unico paese europeo che non elegge il premier e il capo dello Stato: ci vuole il coraggio di fare una riforma costituzionale”. L’altra sulle elezioni regionali: “Spero vinca il centrodestra, anche se il Covid ha cambiato certe previsioni. La Toscana per la prima volta è in bilico, ma se ci mettevamo d’impegno con maggior anticipo forse saremmo stati più tranquilli sull’esito finale”.

Guerri ha sottolineato che “la storia va studiata per capire il presente e progettare il futuro”, quindi ha bocciato l’ipotesi di una proroga dell’emergenza sanitaria: “La politica buona si nutre del benessere dei cittadini, quella cattiva invece del disagio e della paura. Il rischio è che il potere in fondo abbia un vantaggio nel mantenere il controllo e aumentarlo sempre di più. Un vampirismo e una privazione della libertà che vanno combattuti. Se proseguisse questa situazione di allarme fino a dicembre saremmo gli unici in Europa a farlo, col paradosso di festeggiare il Capodanno un minuto dopo. Non ho visto alcuna sollevazione o sdegno da parte della popolazione, è un clima di obbedienza in cui sia accetta tutto per timore. Ormai quasi mai i migliori si dedicano alla politica, perché la consideriamo una cosa sporca da non praticare. La storia è maestra di vita ma insegna in una classe di asini. E ognuno pensa solo per sé”.

d.m.