La lite per il capannone da padel. Un perito stabilirà se è amovibile

Il Consiglio di Stato ha incaricato un tecnico di verificare se la struttura del Tennis Europa sia fissa o no

La lite per il capannone da padel. Un perito stabilirà se è amovibile

Il capannone per giocare a padel oggetto di battaglia legale dei residenti

Nuovi colpi di scena nella querelle tra i titolari del Tennis Europa e alcuni proprietari delle ville confinanti con il capannone da padel montato circa due anni fa in via Colombo angolo via della Babiera. La struttura, nel cuore di Roma Imperiale, è infatti al centro di una battaglia legale approdata in Consiglio di Stato: proprio ieri sono state pubblicate le ordinanze istruttorie in cui si chiede una cosiddetta ’verificazione’ "sulla natura dell’intervento realizzato e la consistenza degli impianti" cioè una consulenza tecnica di ufficio per verificare se il capannone sia amovibile oppure no. Toccherà ad un funzionario del’Agenzia delle entrate del territorio di Lucca (ex Catasto) effettuare un sopralluogo entro 30 giorni e poi presentare perizia tecnica per la quale potranno poi essere presentate osservazioni entro altri 30 giorni. Il nodo da sciogliere in sostanza è: quella struttura da padel è fissa (come sostengono i residenti che hanno intrapreso la battaglia legale) oppure agevolmente smontabile (posizione dei titolari del Tennis Europa)? Slittano pertanto ulteriormente i tempi dell’udienza al Consiglio di Stato per concludere definitivamente una vicenda

cominciata con l’autorizzazione rilasciata dal Comune – parte chiamata in causa – del permesso a costruire del 4 aprile 2022 per l’installazione dei due campi da padel coperti a servizio della struttura sportiva.

Alcuni residenti hanno presentato ricorso al Tar e il giudice amministrativo ha accolto in pieno le loro ragioni, annullando pertanto il titolo edificatorio e condannando Comune e Tennis Europa alle spese processuali. Da lì il ricorso al Consiglio di Stato che, stravolgendo in parte l’orientamento del Tar che aveva riconosciuto l’illegittimità del permesso a costruire imponendo l’eliminazione della struttura, ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dai proprietari dell’impianto sportivo e dal Comune. Con due distinte ordinanze il Consiglio di Stato ha pertanto sospeso gli effetti della sentenza di primo grado ritenendo necessario un maggior approfondimento in merito al lamentato contrasto da parte dei proprietari delle ville vicine, tra il permesso di costruire rilasciato dagli uffici comunali e il regolamento edilizio. E adesso il giudice ha richiesto una perizia tecnica per la valutazione definitiva prima di esprimersi.

Francesca Navari