Giovani
Giovani

Viareggio, 18 gennaio 2019 -  I giovani versiliesi sono più morigerati dei loro fratelli maggiori. E in linea di massima, si comportano meglio dei loro coetanei toscani. Anche se si può sempre fare di meglio. E’ quanto emerge dagli ultimi dati dell’Edit, lo studio promosso dall’Agenzia regionale della sanità che ha coinvolto quasi 7mila studenti delle superiori, ai quali sono stati sottoposti dei questionari relativi ai loro stili di vita.

Bene, rispetto a qualche anno fa, i dati relativi all’uso di stupefacenti sono migliorati in modo clamoroso. Delle due l’una: o i nostri ragazzi e le nostre ragazze sono più assennati... oppure sono solo più abbottonati. Nello specifico, parlando dell’uso di sostanze illegali nei 12 mesi precedenti alla rilevazione, siamo passati dal 36 per cento del 2011 all’attuale 27,1: ammettono di aver assunto sostanze il 29,7 per cento dei maschi e il 24,4 per cento delle femmine, laddove la media toscana è al 30,3 (31,3 per i maschi; 28,8 per le femmine). Se poi ci soffermiamo sul consumo nei 30 giorni prima del questionario, le percentuali si abbattono in maniera vistosa dal 28,5 per cento del 2011 al 15,2 dei giorni nostri: 18,8 per i maschi, 11,6 per le femmine (in Toscana siamo al 18,1 per cento: 19,4 maschi; 16,7 femmine).

I versiliesi sono nettamente più parchi dei loro coetanei che vivono nel resto della Toscana anche sul fumo di sigarette. Ammette di fumare regolarmente il 10,7 per cento dei nostri ragazzi (9,8 i maschi, 11,6 le femmine), contro il 19,2 della media regionale (17,4 maschi; 21,1 femmine). In pratica, tra i ragazzi in Versilia si fuma la metà. Leggermente più positiva del dato regionale è anche la statistica sui giovani che bevono almeno una volta a settimana: siamo al 59 per cento (60,9 maschi; 57 femmine), mentre la Toscana viaggia con il 63,9 (66,4 maschi; 61,2 femmine). Rispetto al binge drinking (cioè il consumo di cinque o più unità alcoliche in un’unica occasione), ne è stato protagonista un ragazzino su quattro: il 26,5 per cento (29,1 maschi; 23,6 femmine), mentre il Toscana circa uno su tre (33,4 per cento: 35,5 maschi; 31,1 femmine).

Infine, c’è il problema sempre più pressante – anche considerando l’aumento dei pazienti registrato sia su base regionale che in Versilia – del gioco d’azzardo. E qui scatta il bollino rosso per la nostra zona: il 6,9 per cento dei giovani versiliesi è «risultato a rischio di diventare giocatori patologici» (12,6 per cento dei maschi; 0,6 tra le femmine), mentre il dato regionale si ferma al 6,8 (10,7 maschi; 2,6 femmine). Gli ultimi anni fanno registrare dei miglioramenti importanti, dunque. Ma quando si ragiona di questi argomenti bisogna sempre puntare al massimo, senza accontentarsi.

Daniele Mannocchi