Giovanni Pieraccini
Giovanni Pieraccini

Viareggio, 25 novembre 2015 - Senatore e deputato della Repubblica in più legislature, ministro dei lavori pubblici (primo governo Moro, 1963), del bilancio dal 1964 al 1968 e, dopo essere stato presidente del gruppo socialista in Senato per otto anni, ancora alla guida di dicasteri della Marina mercantile nel 1973 e della ricerca scientifica un anno dopo. Ma quella di Giovanni Pieraccini che oggi compie 97 anni non è solo l’intensa vita di un politico. E’ quella di un giornalista appassionato (è stato direttore della Nazione del Popolo, il nostro giornale, durante la guerra), del Nuovo Corriere e anche dell’Avanti), di un infaticabile amante della cultura e dell’arte e di un innamorato della sua città, Viareggio, dove nacque pochi giorni dopo la fine della prima guerra mondiale. Oggi la sua città, per la quale Giovanni continua a battersi con straordinario vigore, lo festeggia. Lo fa con una cerimonia alla Galleria d’arte moderna che lui ha fermamente e concretamente voluto tramite la donazione sua e di sua moglie, la signora Vera. E per la quale si sta battendo garantendo la sua sopravvivenza tra mille difficoltà. Soprattutto per la mancanza di spazi adeguati. Presto sarà premiato anche da Firenze perché fu il primo ministro ad arrivare la notte del 4 novembre 1966 in città coordinando gli aiuti per l’alluvione.

Alla festa di oggi pomeriggio alle 16,30 a palazzo delle muse intervengono il sindaco Giorgio Del Ghingaro, la vice sindaco e assessore alla cultura Rossella Martina, il sociologo dell’Università di Pisa Raffaello Ciucci, la presidente del Comitato scientifico Gamc Cristina Acidini e la responsabile della Gmc Alessandra Belluomini Pucci. Sarà l’occasione per festeggiare il luminoso traguardo di un personaggio straordinario per la sua vitalità, per il fiorire delle idee, nel condurre battaglia a favore della cultura nella sua città. Cultura che ha coltivato sin da giovanissimo nei suoi studi in Giurisprudenza in quella che è l’attuale Scuola Sant’Anna di Pisa prima di partecipare alla Resistenza e di recitare un attivo nella politica italiana. Auguri, senatore.