Anna Rita Caterino (Foto Umicini)

Viareggio, 5 novembre 2018 - Giusto un anno fa, in una mattina di mercato lungo la Passeggiata di Viareggio, cadde rovinosamente a terra proprio davanti al Café Fappani sorpresa da un buchetto, dal diametro irrisorio, sul manto stradale dove finì, quasi per un beffardo destino, un tacco della sua scarpa. Da allora Anna Rita Caterino, alla luce dei sette punti rimediati alle zigomo destro e dello scafoide del polso destro fratturato, iniziò una battaglia legale contro il Comune di Viareggio per ottenere un risarcimento. Battaglia che si è conclusa in questi giorni «ma la mia – sottolinea la stessa Caterino – è una vittoria zoppa e dal gusto agrodolce. Il termine secondo me più consono per definire questa storiaccia è quello di martirio».

Il motivo di questo «martirio» lo spiega la stessa signora che cerca anche di farci sopra su un po’ di ironia: «La compagnia di assicurazione del Comune ha preteso di risarcirmi il danno solo per il sessanta per cento e questa cosa mi sembra ridicola oltre che di cattivo gusto. Il liquidatore non ha voluto ascoltare le mie motivazioni asserendo che i cittadini di Viareggio sono ben consci del fatto che le strade cittadine, comprese anche quelle pedonali, sono dissestate ergo avrei dovuto avere maggior attenzione durante la mia passeggiata. In sostanza mi ha accusato di essere stata improvvida e quindi corresponsabile della rovinosa caduta». «Allora mi domando – va avanti – se fossi stata una turista magari straniera, e quindi non tenuta a conoscere la mappa delle buche della città, avrei avuto ragione in toto? Rido per non piangere ed ho accettato il risarcimento solamente perché sono stufa e demoralizzata al pensiero di trascinare la cosa ancora per le lunghe». Anna Rita Caterino resta così con una cicatrice sul viso, i dolori persistenti al braccio e al polso sinistro, e la sensazione di essere stata doppiamente vittima.

«Di certo – conclude – da oggi in poi guarderò per terra mentre cammino nella speranza di non urtare qualcun’altro che avrei potuto vedere continuando a camminare guardando normalmente, e come ho semrpe fatto, davanti a me».