Camaiore, 11 aprile 2018 - Guai invista per Gaia, che gestisce il depuratoredi località Duccini, per aver riversato fanghi non depurati nella Fossa dell’Abate e da qui in mare. L’Arpat, dopo il sopralluogo fatto al depuratore, annuncia «provvedimenti previsti dalla normativa nei confronti del gestore». Come minimo si possono ipotizzare sanzioni.

TUTTO è nato dall’esposto fatto a fine marzo da Francesco Ceragioli, capogruppo del M5S di Camaiore, e dalla segnalazione dei vigili urbani. «Al depuratore di Camaiore – spiega una nota dell’Arpat – è stato prelevato un campione allo scarico del bypass. Le analisi hanno rilevato valori elevatissimi di Escherichia coli, del tutto simili a quelli di un refluo in ingresso all’impianto di depurazione». L’escherichia coli è un batterio presente nelle feci, uno dei principali responsabili dei divieti di balneazione che vengono combattuti con l’impianto dell’acido peracetico. Se però i fanghi finiscono direttamente nella Fossa dell’Abate senza passare dall’impianto...

«IL GESTORE Gaia Spa – prosegue Arpat – ha comunicato che sta incontrando, da tempo, difficoltà ad allontanare dall’impianto i fanghi di depurazione e che in quella giornata, per evitare un pesante trascinamento di fanghi in uscita, è stato attivato il bypass, con il conseguente scarico di liquame non depurato nel Fosso dell’Abate e quindi in mare. Gaia afferma che, per il perdurare delle difficoltà menzionate che stanno interessando anche altri impianti di depurazione, anche nel prossimo futuro la prestazione del depuratore ‘potrebbe risultare carente, almeno sporadicamente, e soprattutto in occasione di massicce portate in arrivo dovute a fasi di pioggia prolungate. Ciò potrebbe determinare saltuari superamenti dei parametri di scarico, che non saremmo in grado di controllare». Allegria: Gaia annuncia che se piove molto fanghi e batteri finiranno di nuovo in mare. Dopo anni di discussioni sul peracetico e la necessità di ampliare le fognature. Fogne inutili, se i depuratori non ce la fanno a depurare.

L’AGENZIA ambientale comunque annuncia che «vigilerà affinchè il gestore metta in atto tutte le misure possibili per far fronte alle problematiche sopra indicate, anche in vista della prossima stagione balneare». Uomo avvisato, mezzo salvato: se d’estate piove, chissà che succederà.