Walter Orlandi
Walter Orlandi

Perugia, 16 maggio 2018 - La Procura tira dritto nei confronti dell’ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Walter Orlandi e attuale direttore della sanità regionale. Il pm Paolo Abbritti ha chiesto al gip (sarà il dottor Valerio D’Andria) il rinvio a giudizio con l’ipotesi di abuso d’ufficio per aver ‘accelerato’ la carriera di Manuela Pioppo, già direttore sanitario della stessa Azienda per otto anni.

Per quest'ultima la procura ha ritenuto di avanzare richiesta di archiviazione ritenendo che gli elementi acquisiti nel corso delle indagini, anche alla luce dell’interrogatorio reso dall’indagata, non meritino l’approfondimento processuale. Pioppo, difesa dagli avvocati Francesco Falcinelli e Alfredo Brizioli sarebbe stata ‘solo’, eventualmente, la beneficiaria dell’abuso comesso da Orlandi.

Differente la posizione dell’ex Dg. Nonostante un’articolata memoria difensiva, depositata dopo l’avviso di conclusione delle indagini, la procura ritiene che Orlandi realizzò in capo alla Pioppo una illecita concentrazione di qualifiche e funzioni al fine di perseguire indebite finalità privatistiche, utilizzando abusivamente la propria discrezionalità in violazione dei principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione.

Nella memoria difensiva, l’avvocato Franco Libori aveva stigmatizzato le conclusioni della procura ritenendo che Orlandi aveva agito in «perfetta osservanza della normativa», «senza procurare alcun vantaggio patrimoniale» alla Pioppo che non aveva ricevuto «mirabolanti incarichi». Il passaggio da direttore di struttura semplice a complessa era stato determinato – sempre in ottica difensiva – prima dalle dimissioni di Emilio Duca come dirigente della Direzione medica e poi di Giuseppe Ambrosio alla direzione medica.

Il caso Orlandi-Pioppo – indagato dalla guardia di finanza – era stato sollevato da due medici del Santa Maria della Misericordia, assistite dall’avvocato Massimo Brazzi che aveva denunciato lo strapotere della dirigente ‘raccomandata’ inviando un esposto (nel 2015) a procura, Corte dei Conti e Anac. «L’ipotesi evidenziate nell’esposto hanno trovato parziale conferma nella richiesta di rinvio a giudizio», è il commento dell’avvocato Brazzi.

Erika Pontini