Lo psicologo a scuola ‘Libertà di Rinascere’ . Il progetto in 17 classi

Illustrata l’iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno per le secondarie di primo grado Piermarini, Gentile e Carducci.

Lo psicologo a scuola ‘Libertà di Rinascere’ . Il progetto in 17 classi

Lo psicologo a scuola ‘Libertà di Rinascere’ . Il progetto in 17 classi

Si chiama ‘Libertà di Rinascere’ il progetto di sostegno psicologico nelle scuole portato avanti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno che ha deciso di proseguire quanto avviato lo scorso anno e allargare la platea. L’iniziativa, presentata ieri dalla presidente della Fondazione Carifol Monica Sassi, dal dottor Stefano Pieri come referente del progetto e dalle insegnanti Maria Vera Speranzini e Paola Santarelli, coinvolgerà 17 classi delle scuole secondarie di primo grado Piermarini, Gentile da Foligno e Carducci. L’idea è quella dell’ingresso a scuola dello psicologo in incontri con ragazzi, genitori e insegnanti. "L’obiettivo del progetto è far conoscere ai giovani il vocabolario del mondo emotivo e gli strumenti per valorizzarlo e coltivarlo al meglio, sia in caso di eventi positivi sia in caso di stress, valutando le conseguenze che potrebbero insorgere, sia di tipo relazionale che relativo alla crescita del giovane", si legge negli obiettivi dell’iniziativa che punta ad aiutare studenti, genitori e scuola. I primi generando un rapporto armonico tra comportamenti ed emozioni. I secondi per "stimolare un approccio scientificamente corretto ai problemi della preadolescenza nei momenti di difficoltà e migliorare la comunicazione genitori – figli, accompagnando con attenzione la loro crescita e favorendo comportamenti improntati ad un’autonomia responsabile". Per la scuola si punterà ad inserire le "capacità di equilibrio relazionale tra gli obiettivi formativi essenziali degli studenti". "E’ un investimenti su un patrimonio umano – ha detto la presidente Sassi – perché vogliamo essere vicini ai ragazzi nel loro processo di crescita". Il progetto prevedrà tre incontri con gli insegnanti referenti, attivando anche una ‘psicocard’ per far comunicare docenti e psicologo. Poi quattro incontri con i genitori e sette incontri con i ragazzi. Saranno due ore per ogni classe e, dopo il primo, il progetto potrà prevedere dei sottogruppi che possano lavorare simultaneamente su argomenti differenti. "Si attribuisce sempre troppa forza e importanza all’aspetto culturale ma si lascia andare quello emotivo e affettivo", ha spiegato nella presentazione il dottor Pieri.