Il basket spiegato ai bambini. L’avventura di Bertolotti

Dopo gli scudetti a Bologna e la vittoria a Roma in Coppa Campioni si è trasferito in Val di Cornia dove ha insegnato a tante giovani leve.

Il basket spiegato ai bambini. L’avventura di Bertolotti

Il basket spiegato ai bambini. L’avventura di Bertolotti

Un’icona del basket italiano degli anni Settanta e Ottanta. Il giocatore che Dan Peterson definì, quando lo allenava nella magica Virtus Bologna il Julius Erving europeo ed essere accostati a Docor J non era cosa da nulla. Gianni Bertolotti ha compiuto lunedì 74 anni in quella che è da anni la sua terra: la Val di Cornia. Abita infatti a Venturina. Lui, milanese cresciuto nel vivaio dell’Onestà, la seconda squadra di Milano ma che giovanissimo trovò la sua consacrazione a Bologna: 9 anni, 3 scudetti e una Coppa Italia. La parentesi di 12 mesi nella seconda squadra di Bologna, la Fortitudo, la prima esperienza vissuta a Trieste. Una sola stagione a Roma, ma memorabile, perché vinse la Coppa dei Campioni. Poi, dopo la carriere sportiva agonistica decise di assaporare una seconda vita cestistica comunque gratificante come istruttore di minibasket che non è sfociata in esperienze come coach in una prima squadra. "Ho preferito lavorare con i ragazzini e meglio con i bambini – ha sempre detto Bertolotti – che hanno entusiasmo e spontaneità come avevo io quando iniziai a giocare a Milano. Non sono ancora contaminati da altre logiche che emergono con l’età". Bertolotti ha allenato a Piombino per 3 stagioni, un anno a San Vincenzo quindi una prima esperienza a Follonica dal 1997 al 2001 dove è ripartito dopo una pausa di alcuni anni dal 2006 per arrivare allo stop nel periodo Covid. Ora non allena più ma a Bertolotti resta la passione per il mondo cestistico giovanile. Qualche tempo fa Bertolotti ebbe modo di dire che "i bambini vivono sempre meno all’aria aperta e sempre più in casa e con pochi contatti con i coetanei, pertanto il minisport sostituisce in parte ciò che altre generazioni facevano all’aperto, acquisendo capacità motorie di base che poi ti aiutavano nell’apprendimento dei fondamentali del basket". Di cose da insegnare lui ne ha sempre avute tantissime. Apprese da maestri come Giancarlo Primo, Nico Messina, Dan Peterson, Valerio Bianchini solo per citarne alcuni. Un’ala piccola di due metri che soprattutto in attacco era devastante con il suo tiro in sospensione e le sue entrate. Ma una grande vittoria per lui è stato anche essere d’esempio e guida di bambini in cui si è rivisto. Il piccolo Gianni giocava all’oratorio a Milano, a due passi dalla mitica via Gluck la strada evocata da Adriano Celentano in un suo successo. Là dove c’era l’erba…..