
Il racconto di Siena. Nel cuore delle notizie: dal Palio per la Pace ai 750 anni dell’ateneo
La Nazione celebra i suoi ’primi’ 165 anni. E lo fa ricordando la sua costante presenza e testimonianza degli eventi, che hanno segnato la storia e l’identità di Siena e del suo territorio. Uno dei più noti è il Palio della Pace, disputato il 20 agosto del 1945 su richiesta del popolo contradaiolo per celebrare la fine della Seconda Guera Mondiale. Il sito ilpalio.org riporta che il sindaco Carlo Ciampolini fu costretto a cedere per le richieste pressanti. Appena concluso il Palio dell’Assunta, in poco tempo vennero estratte le Contrade e si disputarono due prove. Il giorno della carriera il mossiere annullò due mosse, apparse valide: la Tartuca abbandonò per protesta la corsa, le alleate Oca e Onda ritirarono la comparsa per solidarietà e molti giraffini lasciarono la Piazza. Si cambiò busta e si tornò fra i canapi: il Drago trionfò con Rubacuori sul cavallo Folco, provocando la reazione del Bruco. Al termine della carriera Rubacuori si salvò a stento dal linciaggio, il drappellone, appena abbozzato da Dino Rofi per il poco tempo a disposizione, venne calato fra la folla e ridotto a brandelli. Così il Palio della Pace entra nella storia come uno fra i più turbolenti.
Un altro pezzo di storia di Siena è rappresentato dal Santa Maria della Scala, antico ospedale e oggi prestigioso complesso museale, che tra la fine del XII secolo e la metà del Quattrocento adibì il grande ambiente e il porticato a luogo di accoglienza per pellegrini e forestieri. Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, l’ospedale senese si occupò della cura dei feriti e dei mutilati. Rimase in funzione come luogo di cura fino alla costruzione delle Scotte, avviata nel 1962 e terminata nel 2003 con la realizzazione del quinto lotto. Negli anni ’70 iniziò il progressivo trasferimento dei reparti nell’attuale Policlinico. A fare da trait d’union tra passato e presente è Banca Mps: 165 anni per la Banca sono meno di un terzo della sua vita. Eppure sono stati decenni di fuoco. Prima durante il Ventennio, con il tentativo di esproprio da parte del regime e con il varo della legge bancaria del 1936 che trasformò il Monte dei Paschi in banca di diritto pubblico. Poi i 30 anni dal 1995 a oggi, con la trasformazione in Spa, la vendita delle azioni, l’acquisto sciagurato di Antonveneta, le inchieste, il crac sfiorato e il risanamento grazie anche ai miliardi dello Stato.
La Nazione ha testimoniato anche l’anniversario per i 750 anni dell’Università degli studi di Siena, le cui prime testimonianze risalgono al 1240 con le Scuole di Medicina e Diritto. È una delle più antiche università al mondo: nel 1990 l’Ateneo celebrò l’importante anniversario con una cerimonia grandiosa, raccontata da La Nazione. Infine dall’eccellenza accademica si passa a quella turistica, culturale e ambientale: l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco di San Gimignano nel 1990 e di Pienza nel 1996. E’ la consacrazione ufficiale della fama delle Terre di Siena nel mondo.
Cristina Belvedere