Il presidente della Robur Anna Durio sta per vendere le quote della società dopo anni di grande impegno e generosità ma anche qualche grosso errore
Il presidente della Robur Anna Durio sta per vendere le quote della società dopo anni di grande impegno e generosità ma anche qualche grosso errore
Tra colpi di scena, rinunce, stop improvvisi e nubi tendenti al nero il romanzo sulla cessione del Siena va avanti. Dopo la rottura definitiva con la Framgroup, che ha portato il dg Foresti ad accettare la corte del Catanzaro lasciando sul piatto un triennale già firmato con la Robur, si è riaffacciata la cordata armena, che pochi giorni fa aveva mollato la presa vista l’impossibilità di un contatto concreto con Anna Durio. Ieri mattina in città sono arrivati i legali di uno studio internazionale di Firenze insieme con...

Tra colpi di scena, rinunce, stop improvvisi e nubi tendenti al nero il romanzo sulla cessione del Siena va avanti. Dopo la rottura definitiva con la Framgroup, che ha portato il dg Foresti ad accettare la corte del Catanzaro lasciando sul piatto un triennale già firmato con la Robur, si è riaffacciata la cordata armena, che pochi giorni fa aveva mollato la presa vista l’impossibilità di un contatto concreto con Anna Durio. Ieri mattina in città sono arrivati i legali di uno studio internazionale di Firenze insieme con l’avvocato Belli di Pistoia e al commercialista Ristori (già avvistati in Piazza del Campo la scorsa settimana) in rappresentanza della Berkeley Capital (questo il nome rivelato dagli intermediari) riconducibile al misterioso imprenditore armeno Sarkis Gevorkyan. Le parti sarebbero al lavoro per provare a fare il miracolo, trovare il preliminare di accordo entro e non oltre il 3 agosto, giorno in cui potrebbe esserci l’assemblea dei soci inizialmente prevista per domani a Roma.

Ma i punti interrogativi sulla vicenda, nonostante le rassicurazioni dell’assessore allo sport Benini, ci sarebbero eccome. La prima è legata ai tempi, cioè la stessa che ha fatto spaventare l’imprenditore romano presentato alla Durio dal duo Perinetti-Viola. La seconda, di non minore rilevanza, è riconducibile alle pendenze economiche, di vecchia data, cioè quelle derivanti da una complessa situazione debitoria, e anche quelle future visto che sulla società gravano contratti pluriennali di calciatori e dirigenti. Ma al punto in cui stanno le cose occorre sperare che questa opzione, dopo essere stata scartata a priori dalla proprietà, si rilevi solida come sostengono alcuni altrimenti non esisterebbero speranze di trovare altri soggetti interessati a ‘fare l’affare’ (ammesso che di affare si tratti) in così poco tempo. La soluzione potrebbe essere una due diligence con partenza immediata, preliminare di acquisizione dell’intero pacchetto azionario (quote minoritarie incluse) e iscrizione alla serie C.

Poi, una volta ratificato il tutto e tirato un gigantesco sospiro di sollievo, procedere col passaggio definitivo e la comunicazione agli organi amministrativi e calcistici. La corsa è ad ostacoli e contro il tempo. Inutile adesso ripensare a quante settimane sono state perse dietro alle varie ipotesi e a quanto la stessa Durio aveva comunicato, praticamente con i crismi dell’ufficialità a D’Ambrosio e compagni dopo l’ultimo allenamento. La cartuccia armena è forse l’ultima da sparare, a meno che non si ritirino anche loro dopo aver letto bene le carte. E i tifosi siano costretti a riavvolgere il nastro indietro di sei anni.

Guido De Leo