Il sindaco De Mossi
Il sindaco De Mossi

Siena, 20 febbraio 2019 - «Incontrerò i Macchi e chiederò chiarezza totale». Il sindaco Luigi De Mossi ha anticipato nell’assemblea pubblica con i tifosi l’incontro in programma per stamani con la famiglia Macchi, socio di maggioranza della Mens Sana. «La situazione è spiacevole. Come sapete, la nostra logica è che le società sportive devono avere nella propria governance gli strumenti per gestire la propria attività. Tuttavia visto l’interesse e l’amore nei confronti della Mens Sana, c’è bisogno di fare chiarezza. Per questo domani (oggi per chi legge) incontrerò i Macchi per capire come stanno le cose. Chiederò di mettere un tecnico, un commercialista, per capire come sono state gestite le risorse economiche della società. Studiare il bilancio del 30 giugno, vedere se i crediti a bilancio sono esigibili. Se un domani ci fossero dei potenziali investitori, devono avere la certezza di quanto spendono».

La situazione è al limite, la grande partecipazione alla serata dimostra l’affetto della gente per la Mens Sana: «La Mens Sana è una tradizione, una parte della cultura di questa città, è chiaro che i tifosi si rivolgano al sindaco. Mi hanno fatto effetto le parole partecipate dei tifosi, sono mortificati da quanto sta succedendo. Certo che ci deve essere una collaborazione da parte dei soci di maggioranza. Su questo non ci sono dubbi. Se si pensa solo di chiedere, è una strada impercorribile. Oggi siamo alle porte coi sassi».

Se i Macchi non dovessero concedere la possibilità di studiare i bilanci non ci sarebbe più margine di manovra: «Se loro non lo consentono, evidentemente ci vorrà un altro tipo di ragionamento, ma con una società diversa. Però mi aspetto collaborazione e disponibilità immediata per guardare i conti e capire quali rimedi porre in essere per finire il campionato e avere continuità negli anni. Chiunque vuole entrare in un assetto societario ha l’esigenza di capire come stanno i numeri. Oggi nessuno può pretendere un’offerta al buio senza sapere come stanno i conti e come sono stati gestiti. Per cui chiederemo un controllo stringente e veloce».

Il timore, il rischio, è che oggi possa essere già troppo tardi: «È un rischio concreto, ma se fino ad oggi non c’era stata una disponibilità societaria ad aprire i libri nessuno glielo può imporre. Se loro lanciano questi segnali io sono pronti a raccoglierli, ma lo hanno fatto soltanto nell’ultimo periodo. Oggi sembra che da parte loro ci sia interesse a trovare una soluzione. Io farò il possibile per trovarla».