Marta, dal ’Metropolitan’ ad Atene. Era docente alla Columbia University. Ora realizza ceramiche artistiche

La storia della 41enne originaria di Montepulciano Stazione. Becherini collabora con il Museo Benaki "Non era quella la vita che volevo ma non mi pento dell’esperienza a New York, mi ha insegnato tante cose".

di Diego Mancuso

Ci vuole coraggio a lasciare New York dopo undici anni, avendo lavorato come ricercatrice al Metropolitan Museum, insegnato storia dell’arte alla prestigiosissima (e ambitissima) Columbia University ed essersi affermata, con i propri studi, come una delle massime esperte mondiali di Niccolò Manucci, il "Marco Polo d’India", medico e viaggiatore veneziano del XVII secolo.

Marta Becherini, 41 anni, di Montepulciano Stazione, aveva i numeri per proseguire la carriera accademica negli Usa, ma questo coraggio l’ha trovato e vi ha aggiunto una bella dose di onestà intellettuale, motivando la propria scelta con un semplice "ho capito in ritardo che non era quella la vita che volevo; ma non mi pento dell’esperienza a New York, mi ha insegnato tante cose". Dunque, niente strali contro la vita frenetica della metropoli per eccellenza, i suoi costi folli o l’esasperata competitività dell’ambiente accademico statunitense. "Il lavoro del ricercatore richiede un notevole sforzo intellettuale" spiega Marta. "È in gran parte solitario, portato avanti in biblioteca e dinanzi al proprio computer. L’attività sul campo occupa appena il 20% della vita di uno storico dell’arte". "Non mi sento speciale, piuttosto ho avvertito con forza la mancanza di un’attività creativa, del ‘fare con le mani’, a cui sono stata da sempre abituata". La Becherini, che ha frequentato il Liceo Scientifico a Montepulciano, si è laureata in Lingue e civiltà orientali a Venezia, a Ca’ Foscari, e ha insegnato anche all’Università di Pechino, racconta infatti di aver avuto una particolare inclinazione per la manualità fin dall’infanzia, che l’ha portata a sperimentare varie tecniche artistiche, tra cui la pittura su vetro, la pittura a olio e la marmorizzazione della carta, fino al primo incontro con l’argilla, alle scuole medie. Così è tornata alle proprie origini artistiche e allo stesso tempo si è proiettata verso il futuro: come sua nuova casa ha scelto Atene, dove ha creato un laboratorio per la produzione di ceramiche. E la sua attività è stata subito apprezzata, al punto che il Museo Benaki, molto noto per l’alta qualità artistica del proprio shop, le ha chiesto una serie di oggetti in ceramica destinati al negozio.

"Ad Atene si vive bene, è una città più umana; semmai lavorando in proprio non si ha mai tempo libero e, con la ceramica, occorre programmare la produzione con mesi di anticipo, come nella moda". Quanto alla possibilità di rientrare in Italia, magari in Toscana, dice: "Sono andata via nel 2005, non ho più pensato alla possibilità di tornare, ormai sono abituata a vivere all’estero; e poi mi rendo conto che preferisco rapportarmi con persone con un bagaglio culturale diverso dal mio".

Diego Mancuso