Il risiko della finanza regala un’altra giornata calda sia in Borsa che ai vertici delle banche italiane. Ieri il protagonista a Piazza Affari è stato il titolo Banca Mps, che ha chiuso con +15,08%, salendo fino a 1,80 euro di quotazione. Effetto di tutti i rumors e gli scenari, riassunti anche su La Nazione, sui possibili matrimoni per evitare funerali. Per gli analisti, che danno ormai per fatta la fusione Intesa Sanpaolo-Ubi, l’alleanza più probabile resta quella tra Rocca Salimbeni e Banco Bpm (+ 5,5% ieri in Borsa),...

Il risiko della finanza regala un’altra giornata calda sia in Borsa che ai vertici delle banche italiane. Ieri il protagonista a Piazza Affari è stato il titolo Banca Mps, che ha chiuso con +15,08%, salendo fino a 1,80 euro di quotazione. Effetto di tutti i rumors e gli scenari, riassunti anche su La Nazione, sui possibili matrimoni per evitare funerali. Per gli analisti, che danno ormai per fatta la fusione Intesa Sanpaolo-Ubi, l’alleanza più probabile resta quella tra Rocca Salimbeni e Banco Bpm (+ 5,5% ieri in Borsa), nonostante le smentite, soprattutto del presidente Massimo Tononi. E la conferma della strategia ’stand alone’, del rifiuto di qualsiasi operazione di merger and acquisition, ribadita anche dall’ad Giuseppe Castagna.

Ma nel risiko quello che conta sono le aspettative dei giocatori. E il Monte resta ’il territorio’ da conquistare in un futuro sempre più vicino. Sia perché il ministero del Tesoro, azionista di maggioranza con il 68%, vuole ridurre la sua quota entro il 2021. Sia perché l’advisor Mediobanca vuole presentare le sue ipotesi strategiche al Governo e al cda del Monte prima possibile, in modo da convincere la Bce a dare il suo assenso sull’operazione Hydra e i 9 miliardi lordi di crediti dubbi.

Le strategie si mescolano con i processi di Milano. E una grana che turba questa seconda metà di luglio per i consiglieri è la scadenza per le azioni di responsabilità nei confronti dell’ex presidente Alessandro Profumo, oggi ad di Leonardo.

Il 5 agosto è l’ultimo giorno per poter avviare l’azione, poi scatterà la prescrizione. Per l’ex ad Fabrizio Viola i tempi sono più lunghi, per Profumo invece il conto alla rovescia è agli sgoccioli. Per questo sulla Rocca sta andando in scena un balletto sulla data del prossimo consiglio. I fautori di un’azione di rivalsa contro l’ex presidente, anche prima della sentenza di Milano attesa per ottobre, vorrebbero un consiglio il 30 luglio per poter decidere. Chi invece preferisce far passare i termini, per evitare eventuali controdenunce in caso di assoluzione, resta fermo sul consiglio del 7 agosto convocato per approvare il bilancio semestrale. In cda i due schieramenti sono riconoscibili, basterà conoscere la data del prossimo consiglio per capire chi avrà vinto. Intanto Giuseppe Bivona, il grande accusatore, ha inviato un duro esposto al Csm contro i tre pm di Milano che hanno chiesto l’archiviazione per Profumo e Viola.

Continua la fuga dal Monte. Dopo Rovellini, sostituito come Cfo da Giuseppe Sica, si dimette anche Giampiero Bergami, vice direttore generale e capo della rete commerciale. Le sue dimissioni sono state comunicate al consiglio dall’amministratore delegato Guido Bastianini.