
I Sacchi di Sabbia con Frankenstein
E se Frankenstein fosse toscano? Chissà, magari uno spettacolo di teatro riesce a dipanare questo dubbio. Al Teatro Politeama di Poggibonsi va in scena la leggenda del medico pisano. Venerdì 8 alle 21 in Sala Set con ’Franco Pietra, una conferenza spettacolo sul Frankenstein toscano’. Sul palcoscenico Giovanni Guerrieri, autore e attore, per la regia dei Sacchi di Sabbia. Ricostruendo i soggiorni pisani dei coniugi Shelley e confrontando le date in cui il poeta Percey e sua moglie frequentarono questo angolo di Toscana, sembra piuttosto probabile che il capolavoro di Mary, la scrittrice, abbia tratto ispirazione proprio in queste zone.
"Mary e Percey Shelley – spiegano dalla compagnia teatrale pisana – frequentarono più volte Pisa nella prima metà dell’Ottocento. Il primo soggiorno documentato fu nel maggio del 1818; vi fecero ritorno a fine gennaio del 1820, e nell’estate dello stesso anno si trasferirono ai bagni di San Giuliano Terme. In quel periodo frequentarono molti personaggi di spicco della società pisana, soprattutto scienziati giacobini. Da queste singolari frequentazioni, dettate anche dagli stati di salute di Mary, è nata la sinistra ’leggenda’ del dottor Franco Pietra, un misterioso scienziato che pare si dedicasse all’applicazione del galvanismo sui cadaveri di esseri umani. C’è anche chi sostiene che la scelta di Pisa negli itinerari della coppia fosse stata motivata proprio dalla curiosità di conoscere questo misterioso personaggio, che potrebbe essere stato il modello ispiratore del Frankenstein di Mary".
I Sacchi di Sabbia si addentrano nella Pisa tra Settecento e Ottocento, ricostruendo la misteriosa cerchia degli Shelley, le atmosfere di quegli anni, i suoi straordinari scienziati. Una narrazione dotta, documentata e irresistibile, per rivivere l’inestricabile miscela di illuminismo e esoterismo che in quegli anni si respirava da queste parti. La Compagnia I Sacchi di Sabbia nasce a Pisa nel 1995 e si distingue per la capacità di far incontrare tradizione popolare e ricerca culturale.
Fabrizio Calabrese