Il mio primo giorno di scuola è stato molto emozionante perché sono tornata a scuola e ho potuto rivedere tutti i miei compagni e le maestre dopo sei mesi. Già, proprio sei mesi a causa di questo virus, un’epidemia che ancora non è passata. A marzo ci hanno detto che non potevamo più andare a scuola e siamo rimasti chiusi in casa per tre mesi...

Il mio primo giorno di scuola è stato molto emozionante perché sono tornata a scuola e ho potuto rivedere tutti i miei compagni e le maestre dopo sei mesi. Già, proprio sei mesi a causa di questo virus, un’epidemia che ancora non è passata. A marzo ci hanno detto che non potevamo più andare a scuola e siamo rimasti chiusi in casa per tre mesi facendo le lezioni online. Queste lezioni a distanza non sono come quando si va a scuola, sono meno interessanti. Ora sono cambiate un po’ di cose a scuola: per esempio bisogna indossare la mascherina finché non ci si siede al banco che è distanziato 2 metri dagli altri, per entrare in classe sono disegnati dei pallini, anche quelli distanziati un metro e si può entrare solo uno per volta. Le maestre devono tenere la mascherina sempre e non possono toccare il nostro materiale. Anche in giardino ci sono nuove regole, perché non possiamo giocare dove vogliamo, ma abbiamo solo un pezzettino di giardino dove possiamo giocare. Un pezzettino per ogni classe e possono stare fuori solo tre classi per volta. Nonostante tutto questo io sto bene a scuola, ma è davvero cambiato tutto: la mensa non c’è più, quindi ci fanno mangiare seduti al banco, la nostra classe non andava bene perché eravamo in troppi e quindi hanno creato una nuova classe dove c’era la palestra. Così non potremo più usare la palestra per fare motoria perché adesso ci sono due classi. E’ proprio cambiato tutto e quindi spero che torni tutto alla normalità al più presto perché non avere più una classe, una palestra e una mensa mi rattrista. Spero che trovino presto una cura per il Covid così non morirà e non si ammalerà più nessuno e io potrò riabbracciare i miei compagni e prestargli una penna se ne hanno bisogno. Ora non si può".

Daphne Valentini