Inizia un nuovo anno contradaiolo: facciamo un po’ di storia raccontando del fantino Celso Cianchi detto Montieri, anche se era di Ancaiano, nato nel 1859 e che ha corso un buon numero di carriere, ben 17, a partire dal 2 luglio 1891, quando fu battezzato con questo nome di battaglia dall’Aquila, fino al 2 luglio del 1900 quando difese i colori dell’Istrice. Vincitore di una carriera, quella dello straordinario del 23 settembre 1896 sempre per la Contrada di Camollia. Diciamo che in quella occasione fu abile ad approfittare della furibonda lotta per il primo posto fra Tartuca e Chiocciola, passando in testa e difendendosi poi dagli attacchi degli altri, soprattutto della stessa Tartuca. Ma forse più vasta eco ebbe in città il processo a cui fu sottoposto il Montieri nel novembre del 1886, in quanto con altri tre si accanì contro tal Telemaco Ravenni a Rosia, "percuotendolo con un corpo contundente", causandogli diverse ferite. Una storia nata un mese prima durante le corse a Certano dove anche il Ravenni correva proprio come il Montieri. Qualcosa al nostro Montieri non era andata bene e gli aveva giurato vendetta tenendo subito di colpirlo. E fu dunque di parola. Meglio ricordarcelo allora come l’eroe di una carriera straordinaria. Massimo Biliorsi
CronacaCelso Cianchi detto Montieri: processo e trionfo