Un momento del dibattito in consiglio comunale

Sarzana (La Spezia), 11 ottobre 2018 - L'imbarazzo del consigliere del Pd Daniele Castagna, che si è visto costretto a presentare una mozione per «difendere il Festival della Mente». La determinazione del centrodestra che, con una mozione incidentale, vuole una manifestazione più pluralista sotto il punto di vista politico e culturale, e vorrebbe ottenerla ponendo una vigilanza costante su questo. Infine il rammarico dell’avvocato Paolo Mione di Sarzana per Sarzana che presenta un’altra mozione incidentale, sottoscritta anche dall’avvocata Federica Giorgi del Movimento 5 Stelle, dove chiede che il Festival sia completamente slegato da influenze politiche di ogni genere.

QUESTI gli schieramenti nella sala consiglio di Palazzo Roderio, che hanno battagliato per più di 3 ore solo su questo argomento a colpi di opinioni personali. Ma alla fine il provvedimento viene approvato dalla maggioranza che rimane compatta, anche se con opinioni differenti: il Festival della Mente sarà l’osservato speciale sotto gli occhi vigili della giunta sarzanese. Ma è stata proprio la parola «vigilanza» a scaldare gli animi di tutta l’opposizione, compreso quello della consigliera Giorgi, che ha battuto più volte i pugni sul tavolo per chiedere che la maggioranza «chiarisca come intende vigilare».

MA CI PROVA il sindaco Cristina Ponzanelli a fare chiarezza:«Vigilare significa guardare con attenzione e farlo è dovere del sindaco, ovvero impegnarsi affinché il Festival della Mente non diventi mai appannaggio della politica di qualcuno. Il nostro dovere è fare in modo che questa manifestazione venga valorizzata sempre di più in futuro». Poi prova a tranquillizzare i consiglieri: «Rasserenatevi, non c’è volontà di manipolare nulla». Non è chiara, però, la modalità con cui la giunta vigilerà sul festival: rimarrà uno sguardo attento ma passivo oppure chi si fa garante della manifestazione dovrà agire se qualcosa non va? Nel caso, quali provvedimenti verranno presi? Ma soprattutto chi decide quale argomento o relatore è di destra o di sinistra? Una serie di dubbi che rimangono, al momento senza risposta.

MA È CHIARO, però, che la maggioranza ha considerato il festival «troppo di sinistra» e vorrebbe ripensarlo o riorganizzarlo, per «garantire un pluralismo». «Non sopporto che un anno fa l’avevano fatto loro e ora chiedono che non venga strumentalizzato» così sbotta il consigliere di Sarzana Popolare Riccardo Precetti, che si riferisce all’invito di Matteo Renzi a Sarzana per la presentazione del libro, fatto durante i giorni del festival, ma slegato da quest’ultimo. «Il comitato scientifico non credo che possa permettere a una figura politica di dire cosa va bene o cosa no. State politicizzando un festival della cultura», così invece la pensa la consigliera del Pd Beatrice Casini.