Teatro Le Laudi
Teatro Le Laudi

Quest’anno, per la stagione 2018-2019, offre un panorama di diciassette titoli in programma. Alla prosa classica, al teatro di grandi autori del passato, si affiancano spettacoli di nuovi autori e messe in scena moderne ed interessanti per offrire un programma intenso, accattivante e stimolante. Come sempre spazio è dedicato ai grandi gialli, al teatro musicale ed al teatro del Vernacolo nobile fiorentino. Quest’anno abbiamo confermato la formula del tradizionale abbonamento completo a tutti i 17 spettacoli della stagione ad un costo molto contenuto. 

LA PALESTRA di G. Scianna
Sabato 17 e 24 Novembre ore 21 – Domenica 18 e 25 Novembre ore 17

Una palestra vuota. Un orario insolito. Un appuntamento strano. Perché tre genitori di Adolescenti sono stati convocati lì?  Perché la preside vuole incontrarli? Cosa vuole? Un favore, soldi o è successo qualcosa che li riguarda? In una cronaca quotidiana che ci propone di continuo una cronaca scolastica difficile con episodi di bullismo, di umiliazione dei professori, di violenze reali o mediatiche, di mancanza di rispetto delle regole, questo atto unico colpisce per la sua attualità. Un Thriller vibrante, teso come una corsa di violino che procede spedito verso un finale inatteso. E costringe gli spettatori – tutti senza eccezione - a porsi la stessa domanda: “Ma io come mi sarei comportato al posto loro? La risposta non è scontata

SIBILLA ALERAMO. COSI’ BELLA COME UN SOGNO
Sabato 1 Dicembre ore 21 – Domenica 2 Dicembre ore 17

13 Settembre 1917, sera. A Novara c’è molto vento. La giornata è limpida; oltre le chiome degli alberi, il Monte Rosa si definisce contro il cielo.

Seduta all’interno della stazione ferroviaria, una donna guarda di fronte a sé.  Il suo sguardo è perduto oltre la piazza alberata, oltre i palazzi, come se sognasse l’edificio oscura lasciato poco prima: il carcere della città. Il suo nome è Rina Faccio, ma è conosciuta come Sibilla Aleramo. Poche ore ha incontrato per l’ultima volta, nel parlatorio della prigione, il poeta Dino Campana.

La donna scrive una lettera, febbrilmente: Stazione di Novara, […] Caro Cecchi … rivolgendosi a Emilio Cecchi, rivive, con emozione, le sue stesse parole: l’incontro col poeta, lo strazio dei suoi singhiozzi e la sua supplica di non abbandonarlo, la pena delle guardie carcerarie che sembrano commuoversi di fronte a tale scena; la decisione di Sibilla di lasciarlo è ferma e angosciante. Il futuro si apre di fronte a lei come un tempo indecifrabile che impaurisce e che attende, terribile o meraviglioso.  Da questa scena avvenuta 100 anni fa, da quella lettera realmente scritta, trae spunto la drammaturgia poetica Sibilla Aleramo.  Così bella come un sogno in cui Lorenzo Bertolani immagina la scrittrice ripensare e rivivere la sua storia d’amore con Dino Campana e, attraverso il ricordo, ripercorrere le tappe non solo della appassionante e straziante vicenda col poeta, ma anche della sua vita, dalla violenza sessuale subita al ricordo del padre, dall’abbandono del figlio alla morte della madre avvenuta in manicomio.

Teatro Le Laudi via Leonardo Da Vinci 2r – Firenze

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