Il caos regna sovrano nei vari circoli di tennis della provincia pratese. Non trattandosi di uno sport di contatto, l’ultimo Dpcm del Governo non ha sospeso totalmente la pratica sui campi sportivi della nostra provincia. Ma i dubbi e le molteplici interpretazioni possibili non lasciano tranquilli i vari gestori, che procedono un po’ a tentoni, ognuno secondo la propria sensazione e secondo le limitazioni imposte dalla Federazione Italiana Tennis o...

Il caos regna sovrano nei vari circoli di tennis della provincia pratese. Non trattandosi di uno sport di contatto, l’ultimo Dpcm del Governo non ha sospeso totalmente la pratica sui campi sportivi della nostra provincia. Ma i dubbi e le molteplici interpretazioni possibili non lasciano tranquilli i vari gestori, che procedono un po’ a tentoni, ognuno secondo la propria sensazione e secondo le limitazioni imposte dalla Federazione Italiana Tennis o in base alle risposte alle varie domande rese pubbliche sul sito del Ministero e della stessa federazione, che però in certi casi non fanno altro che creare ulteriore confusione. Impianti aperti, dunque, per il momento. Ma con regole ferree: sospesi tutti i campionati a squadre, concesso lo svolgimento dei tornei individuali purché rientrino in attività nazionali (anche le serie più basse, come quarta o terza categoria), ma esclusi i campionati regionali e provinciali. La vera diatriba ha riguardato chi può continuare a giocare e su quali campi. La Fit ha, se possibile, ristretto ulteriormente le maglie rispetto al Dpcm, scrivendo che "possono giocare al coperto, rispettando tutte le normative sul distanziamento, mascherina ed igiene, i giocatori agonisti mentre i non agonisti possono giocare solamente all’aperto". Tradotto: chi ha la tessera Fit da agonista può giocare anche al coperto, sotto i palloni pressostatici. Chi non la ha deve giocare solo sui pochissimi campi aperti rimasti a disposizione. E quando si parla di campi al coperto - qui è intervenuto direttamente il Governo nel rispondere alle varie domande - si intendono anche le strutture tensostatiche che si possono aprire lateralmente. Decisione abbastanza controversa, visto il ricircolo d’aria, ma tant’è. Gli atleti di interesse nazionale, ovviamente, possono continuare ad allenarsi. Ma per il resto, considerando che la maggioranza dei circoli hanno già coperto i loro campi, è quasi come aver bloccato completamente l’attività, con relativi ed ingenti danni economici per chi gestisce le strutture e frustrazione evidente per i tennisti amatoriali. Non a caso in questi giorni si è scatenata una corsa al tesseramento Fit senza precedenti. Anche se la tessera ha un costo, necessita di visita medica sportiva e vale solo fino al 31 dicembre.

L.M.